giovedì 6 dicembre 2012

Mario Tozzi - Pianeta terra

 

La trama di Pianeta terra: ultimo atto. Perché saranno gli uomini a distruggere il mondo

Anno 2019. La tempesta sismica iniziata a Sumatra nel 2004 ha già distrutto Catania, Los Angeles, Istanbul, Osaka, uccidendo milioni di persone. Nel 2016 il supervulcano di Yellowstone è esploso, ricoprendo di cenere gli Stati Uniti. I ghiacci polari sono spariti, il livello del mare si è alzato e Venezia, New York, Londra sono state sommerse. Il clima è impazzito, con estati bollenti e picchi di gelo invernale, e tempeste, uragani e alluvioni. I nove miliardi di uomini hanno sempre più fame, le terre da coltivare non bastano e molto di quanto producono ingrassa animali che diventeranno bistecche. In mare nuotano solo meduse. L'acqua è diventata una merce e per controllarla si combattono guerre feroci. Il petrolio è finito, e le energie alternative non sono sufficienti. Quando esplode il reattore nucleare di Osaka, e dopo qualche mese altre centrali in Slovenia e Slovacchia, si innesca una reazione a catena che porta al blakout planetario e alla contaminazione radioattiva totale. Gli uomini, fiaccati e impreparati, non ce la fanno. Ne sopravvive uno solo, che chiuso in un rifugio racconta come tutto questo sia stato possibile. Uno scenario fantascientifico? Tutt'altro, ci spiega Mario Tozzi. È solo la proiezione immaginifica di quanto la scienza ci prospetta come il nostro futuro. Ma noi preferiamo ignorarlo, senza modificare il nostro stile di vita. Il pianeta è stanco di noi ma non sarà a causa sua che spariremo. Se continuiamo così, ad annientarci ce la faremo benissimo da soli.

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martedì 27 novembre 2012

Manifesto : anche Rossana Rossanda se ne va


Dopo Vauro, dopo d’Eramo, anche Rossana Rossanda se ne va. La rottamazione dei padri è più veloce di quella del giornale: anche se in un editoriale la direttrice vuole accreditare un rapporto di causa effetto per i due processi, per convincere la sparuta redazione e i circoli sempre meno convinti della bontà dell’indirizzo politico, che le defezioni siano dettate da disamore, da disaffezione e da disincanto della vecchia guardia verso quel progetto nato nel 1968 di quel quotidiano comunista libertario del quale oggi avremmo tutti un gran bisogno.
Con una spericolata faccia di tolla scrive la Rangeri con lingua biforcuta; il tempo del confronto non è scaduto. Se abbiamo discusso poco sul domani del giornale, sul prodotto che facciamo, discutiamone ancora, impegniamoci ancora di più, nei prossimi giorni e settimane che restano. Lasciando intendere qualche miserabile retroscena di protagonismi, di malintesi familiari, di quelli che si possono risolvere con qualche contentino alla vecchia zia bisbetica.

Come ha scritto Marco d’Eramo in risposta alle due righe sprezzanti con le quali è stato frettolosamente liquidato, collocazione e tono della risposta della direzione sono la miglior motivazione della sua decisione di andarsene. Sono cose che succedono di questi tempi: decenni di critica televisiva, un orizzonte mediato dalle telecamere di Vespa, di La Rosa, ma pure di Santoro o Fazio, non possono non produrre qualche danno, anche in vocati alle direzioni. Come la ruota della fortuna per Renzi, favoriscono il primato della visibilità sulla reputazione, la soddisfazione dell’ego sull’affermazione di principi comuni.
Ci sono momenti quali mi auguro che pochi superstiti grandi vecchi, non tutti per carità, qualche intelligenza luminosa ancorché ottuagenaria, rottami la mia generazione, che è quella più intrisa di un malinteso pragmatismo, che l’ha inibita dal sogno e dall’utopia, e di un realismo peloso che ha intercettato la speranza, e l’azione, di poter disegnare un’alternativa all’implacabile ineluttabilità del mercato. Proprio come gli irriducibili tronisti, come gli immarcescibili in parlamento, anche quelli che, come diceva Rossanda, attraverso un giornale, avrebbero dovuto fare il socialismo e la critica al socialismo, si sono accomodati nelle loro nicchie, cucce poco pagate certo, ma gratificanti perché in fondo non è così rischiosa e nemmeno poi troppo faticosa l’esistenza in vita sul trespolo dell’obiezione, del biasimo e della censura, meglio ancora se si è intrapresa la via della prudente e ragionevole osservazione dei fenomeni.
A forza di stare dalla parte del torto, il torto ce l’hanno. È intanto quello di non volersi accorgere che scelte professionali conservatrici, sono il segnale d’allarme di un adeguamento a inclinazioni politiche altrettanto moderate. La ragazza del secolo scorso che se ne va, rivela simbolicamente e spavaldamente che la loro arcaica sopravvivenza cartacea, la convinzione che esistono davvero solo se sono in edicola - come denunciava qualche giorno fa un’involontariamente comica cronaca su una giornata senza Internet in redazione – fanno il paio con l’idea che si debba praticare l’entrismo nel sistema, che sia plausibile e anzi desiderabile qualche compromesso con il sistema per garantirsi il pane quotidiano e la colonna sonora delle rotative.
Rossanda decide per i blog, per la rete, per il web, a malincuore, perché le rughe e gli anni non attrezzano mai abbastanza alla sopportazione delle delusioni. Ma guardare avanti camminando a fianco degli altri è quello che dovrebbe fare chi si ispira alla guida e alla luce di certe stelle polari irrinunciabili, quelle della sinistra, comunista e libertaria. È una piccola forma di resistenza al potere economico che strangola le voci libere, al solito ricatto che si declina ormai in tutte le sfere sociali, facendo del bisogno l’arma per piegare, impoverire di diritti, ridurre al silenzio.
Forse la fortuna di Rossanda, come di Morin, come di qualche giunco pensante che non si piega anche qui da noi al vento del maelström è proprio di essere vecchi, di vivere quella metamorfosi sacra che rende invulnerabili, anche alla piccola paura che non resti impronta di sé sulla carta di un giornale, ché sono altre le tracce che dovremmo lasciare.

http://ilsimplicissimus2.wordpress.com/2012/11/27/manifesto-al-macero-delle-idee/
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Pubblico : Giornale



Pubblico Giornale (conosciuto semplicemente come Pubblico) è un giornale quotidiano fondato da Luca Telese a Roma nel 2012, dopo aver lasciato Il Fatto Quotidiano.

« Questo giornale è nato – anche – la mattina in cui l’operaio Petrillo, di Irisbus, ci ha chiamato da Valle Ufita, dove la sua fabbrica sta per essere smantellata, dicendo: “Lo sapete, siamo in cassa integrazione, non abbiamo molti soldi… Ma troveremo il modo di fare degli abbonamenti per sostenervi”. » (Primo editoriale di Luca Telese, Pubblico Giornale, 2012)

Nasce come quotidiano on-line il 3 settembre 2012, poi dal 18 settembre esce anche in edicola. La sua fondazione è stata sostenuta, oltre che da Telese, da una trentina di giornalisti provenienti dai vari quotidiani italiani.

A lato della testata compare la scritta “Dalla parte degli ultimi e dei primi”. La foliazione è di 24 pagine.

Il logo è palesemente ispirato a quello della testata francese Libération.

Assetto proprietario
A ottobre 2012, il capitale sociale della società editrice risulta cosi ripartito: proprietari maggiori di «Pubblico Edizioni s.r.l.» sono Luca Telese, Tommaso Tessarolo e Maurizio Feverati. I tre detengono il 51% del capitale societario, mentre la parte restante è distribuita tra vari giornalisti di Pubblico e la casa di produzione Freemantle di Lorenzo Mieli.

Edizione digitale
http://ww2.virtualnewspaper.it/pubblico/

Sito web

http://pubblicogiornale.it/
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giovedì 22 novembre 2012

Fermiamo l'AIDS sul nascere




 Spot Cesvi FERMIAMO L'AIDS SUL NASCERE

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 Il nuovo spot Cesvi per la campagna "Fermiamo l'Aids sul nascere" con la partecipazione dei 5 testimonial Claudio Bisio, Alessio Boni, Lella Costa, Cristina Parodi e il Trio Medusa

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Zimbabwe, 9 maggio 2001: nasce Takunda, che in lingua locale significa “Abbiamo vinto”. Takunda è il primo bambino africano nato sano da una mamma sieropositiva, grazie ad una cura farmacologica che riduce la trasmissione del virus dalle mamme ai neonati. Da allora 3.000 bambini hanno beneficiato del progetto.


La campagna Cesvi di lotta all’AIDS riguarda la prevenzione del contagio madre-figlio, la cura delle persone già affette e il supporto psicosociale ai malati e agli orfani dell’AIDS.
Il progetto "Fermiamo l'AIDS sul nascere", avviato nel 2001 da Cesvi nel piccolo ospedale Saint Albert in Zimbabwe, è oggi attivo in Congo RD, Uganda, Sudafrica, Kenya e Vietnam per salvare la vita a migliaia di bambini e alle loro mamme sieropositive.
Grazie ad un efficace farmaco somministrato alla mamma e al neonato è possibile curare il bambino, diminuendo drasticamente le probabilità di contagio.

I dati sulla diffusione del virus HIV in Africa e in Asia sono ancora allarmanti.
34 milioni di persone sono state contagiate. Il 67% dei sieropositivi nel mondo vive nell’Africa sub-sahariana.
Esiste una cura efficace per diminuire le probabilità di contagio e salvare la vita a migliaia di bambini e di mamme sieropositive.
Insieme stiamo vincendo l’AIDS in Africa. Non fermiamoci.
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venerdì 16 novembre 2012

Bookcity Milano

Bookcity Milano è

Un appuntamento per tutti. Centinaia di eventi, tra incontri con gli autori, presentazioni di libri, dialoghi, letture ad alta voce, mostre, spettacoli, seminari.
Che cosa accade a Milano dal 16 al 18 novembre.
Il castello Castello Sforzesco, cuore pulsante dell'evento, si anima con un grande laboratorio dedicato al libro e alla lettura. Alcuni luoghi della cultura e della vita sociale milanese diventano le sedi tematiche per ospitare autori, mostre e dibattiti. In tutta la città librerie, biblioteche, scuole e istituti culturali propongono eventi dedicati al libro e alla lettura.

Gli incontri e gli eventi di BOOKCITY MILANO sono gratuiti e a ingresso libero fino ad esaurimento posti, salvo diverse indicazioni segnalate sul sito.

“Le città invisibili” di Italo Calvino

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BOOKCITY MILANO ha chiesto ai milanesi di leggere alcuni brani di “Le città invisibili” di Italo Calvino. I cittadini sono stati ripresi in alcuni luoghi simbolici di Milano.

Sepulveda: i libri, i maestri, gli animali

Il logo con i nove libri inclinati ha oramai invaso la città. Alle 18 tra il pubblico della Triennale c’è quel brusio sospeso dell’attesa insieme agli occhi fissi sul palco, in attesa che Luis Sepùlveda faccia la sua comparsa sul palco. Ma dopo pochi minuti è chiaro a tutti che la vera protagonista della serata sarà una relazione ventennale di amicizia. Una relazione forte quella che lega Bruno Arpaia e Luis Sepùlveda. Dalla platea assistiamo a una conversazione sul Cile degli anni Settanta, sull’etica e sulla necessità di appartenenza a una collettività, sugli incontri con i maestri che hanno formato l’identità di scrittore di Sepùlveda, sugli animali domestici che lo hanno da sempre accompagnato. All’interno di questo poetico viaggio non è mancato però un accenno all’attualità: la crisi economica, ci ammonisce l’autore, non va assimilata a una catastrofe naturale inevitabile, ma va imputata a precise responsabilità di chi, a sostegno del libero mercato, ha agito dimenticando etica e senso collettivo. La lettura e la conversazione sono fra le poche armi per resistere e opporsi in maniera reattiva alla crisi, perché per cambiare la situazione dobbiamo affidarci a un approccio creativo che non può che nascere attraverso il dialogo e la riscoperta dell’importanza di uno dei valori fondamentali della nostra vita: l’amicizia.
Benedetta Marchesi

BOOKCITY sperimenta in anteprima ArtourGuide

ArtourGuide è il primo social network che mette in contatto diretto i visitatori con gli enti di cultura. Sviluppato nel corso di Geografia Economica del prof. Preda dell’Università Cattolica, il neonato ArtourGuide verrà messo alla prova in occasione di BOOKCITY e consentirà a tutti gli utenti di essere informati in tempo reale degli eventi che animeranno Milano.
Il suo utilizzo è molto semplice: è sufficiente visitare il sito www.artourguide.it per avere un panorama completo di tutti gli eventi di Bookcity, visualizzandoli in ordine cronologico oppure in base alla location selezionata. ArtourGuide fornisce mappe ‘intelligenti’ sulla quale i punti di interesse compaiono non solo nello spazio, ma anche nel tempo (es. orari e giorni di apertura e chiusura). Un evento terminato, infatti, sparisce automaticamente. Gli utenti possono infine lasciare commenti e valutare gli eventi e/o i luoghi visitati, creando una community della cultura milanese.
BOOKCITY sarà solo l’inizio per ArtourGuide. È già in elaborazione una versione mobile del network, per essere fruibile dovunque ventiquattrore al giorno.
Chi fosse interessato a ricevere gratuitamente un account con spazio virtuale personalizzato in ArtourGuide ed una password riservata, può scrivere liberamente accedendo alla voce menù “Contatta” oppure inviare una e-mail direttamente a: artourguide@gmail.com

 

La Mappa BOOKCITY MILANO


Visualizza I luoghi di BookCity Milano in una mappa di dimensioni maggiori

 

Programma BOOKCITY MILANO

Scarica il pdf del programma con tutti gli eventi.

 

http://www.bookcitymilano.eu/

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Occhiali o lenti a contatto ?





Le lenti a contatto sono dispositivi medici in materiale plastico, a forma di piccola calotta trasparente, che vengono applicati sulla superficie oculare per correggere difetti di rifrazione (miopia, ipermetropia, astigmatismo, ecc).

Presentano molti vantaggi, ma gli occhi di alcune persone non le tollerano soprattutto perché limitano la respirazione della superficie oculare (la cornea è soggetta a ipossia, ovvero mancanza d'ossigeno). Negli ultimi anni sono state inventate delle lenti a contatto dette ad uso prolungato che sono molto permeabili, alcune che si possono portare addirittura un mese intero senza mai toglierle neanche per dormire, ma è comunque consigliato non abusarne dell' uso.

Esistono poi alcuni tipi di lenti il cui scopo è rimodellare la superficie corneale, correggendone la curvatura: questo tipo di lenti, ad esempio, se indossate di notte, possono dispiegare il loro effetto correttivo durante il giorno.
La nascita della lente a contatto si fa risalire a Leonardo da Vinci, che nel 1508 verificò che immergendo l'occhio in una sfera contenente acqua, esisteva un continuo ottico fra la superficie interna della sfera di vetro, e quella esterna della cornea.
Successivamente Cartesio, nel 1636 pubblica La diottrica, in cui perfeziona l'idea di Leonardo, spiegando che un tubo riempito d'acqua e appoggiato sulla cornea, avente una lente all'estremità che sia perfettamente sovrapponibile alla cornea stessa, annulla o riduce le anomalie refrattive dell'occhio.
Le lenti a contatto modernamente intese vanno fatte risalire alle scoperte di A.E. Fick, E. Kalt, A.E. Muller, rispettivamente in Svizzera, Francia e Germania. Queste lenti erano in materiale vetroso, ad appoggio sulla sclera, di grande diametro e mal sopportate fisiologicamente.
Le prime lenti in materiale plastico si devono a due ricercatori americani, Dallos e Fleinbloom. I vantaggi rispetto al vetro sono immediati, diminuendo notevolmente il peso. Le prime lenti a contatto corneali rigide nascono nel 1950, aventi diametro inferiore a quello corneale, progettate da Bier.
Agli inizi degli anni '60 due ricercatori cecoslovacchi, Lim e Wichterle progettarono le prime lenti a contatto in idrogel, le morbide. Alla fine degli anni '60 iniziarono anche ad essere utilizzate le prime lenti rigide ortocheratologiche e allo scopo di ridurre la miopia dopo la loro rimozione venivano progettate e applicate durante il giorno con lo scopo di modificare il profilo corneale. Le lenti per ortocheratologia nel 2002 hanno ricevuto l'approvazione Food and Drug Administration per la correzione della miopia fino a 6 diottrie con massimo di 1.75 di astigmatismo. Oggi le lenti per ortocheratologia utilizzano materiali super permeabili all'ossigeno e sono utilizzate per fini correttivi solo durante il sonno.

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La miopia è un'ametropia o un'anomalia rifrattiva, a causa della quale i raggi luminosi provenienti da un oggetto a grande distanza non si focalizzano sulla retina ma davanti ad essa. La conseguenza è che gli oggetti osservati tendono ad apparire sfocati e la visione è migliore o nitida a breve distanza.

L'astigmatismo è un'ametropia o errore refrattivo molto comune in cui, a causa di una curvatura corneale asimmetrica, vi è una differente rifrazione ottica lungo i diversi meridiani oculari (esempio 180° e 90°).

Nei soggetti normali, i meridiani hanno tutti lo stesso raggio di curvatura (sistema omocentrico) oppure può essere presente un leggero astigmatismo cosiddetto fisiologico (vedi sotto). Il soggetto astigmatico, invece, presenta un profilo corneale in cui un meridiano ha un potere maggiore rispetto al suo ortogonale. Otticamente l'astigmatismo provoca due differenti linee di focalizzazione sulla retina, le quali causano una visione sfocata (o sdoppiata) a tutte le distanze.

L'astigmatismo può essere associato a miopia, ipermetropia e presbiopia. La compensazione dell'astigmatismo prevede l'utilizzo di lenti oftalmiche o lenti a contatto o chirurgia refrattiva.

Il termine non è da confondere con l'astigmatismo dei fasci obliqui, un'aberrazione ottica.

L'ipermetropia è un'ametropia o condizione rifrattiva nella quale i raggi provenienti dall'infinito si mettono a fuoco oltre la retina. Un certo grado d'ipermetropia può essere compensato grazie all'accomodazione. Se quest'ultima non è sufficiente saranno necessarie lenti positive, biconvesse o convergenti.

Lenti colorate
Sono disponibili due tipi di lenti a contatto colorate: opache e intensificanti. Le lenti opache coprono tutta l'iride e, pertanto, la superficie visibile non è altro che il colore della lente stessa; le lenti intensificanti non cambiano il colore degli occhi ma rendono più forte quello già presente.

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NON AFFIDARTI A DEI CIARLATANI GIOCA  LE TUE CARTE 

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venerdì 19 ottobre 2012

SE QUESTI SONO GLI UOMINI

 

SE QUESTI SONO GLI UOMINI

ITALIA 2012. LA STRAGE DELLE DONNE
di: Iacona Riccardo

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Quello che state per leggere è l'incredibile racconto di una tragedia nazionale, che macina lutti e sparge dolore come una vera e propria macchina da guerra. Una guerra che prima di finire sui giornali nasce nelle case, dentro le famiglie, nel posto che dovrebbe essere il più sicuro e il più protetto e invece diventa improvvisamente il più pericoloso.

 Solo a metà del 2012 sono più di 80 le donne uccise in Italia dai loro compagni. 137 nel 2011. Una ogni tre giorni. Riccardo lacona ha attraversato il paese inseguendo le storie dei tanti maltrattamenti e dei femminicidi. Finalmente la voce di chi subisce violenza possiamo ascoltarla, insieme alle parole degli uomini, quelli che sono stati denunciati: "Avevo paura di perderla. Gliele ho date così forte che è volata giù dal letto...". "Qual è allora l'Italia vera, quella dove l'amore è una scelta e le donne sono libere, o quella delle tante case prigione in cui siamo entrati?... Questa è una storia che ci riguarda da vicino, perché ci dice come siamo nel profondo" scrive lacona. È un fenomeno che non si può catalogare tra i fatti borderline.

 Sono decine i casi di violenza silenziosa e quotidiana che si consumano nelle nostre case. "La sera, appena sentivamo il rumore della macchina di lui, io e i bambini entravamo in agitazione; dicevo loro: 'Mettetevi subito davanti alla tv'." Così la vita diventa un inferno, se questi sono gli uomini. -


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