domenica 11 dicembre 2011

BLOG DI CIPIRI: HO CREATO UN MAZZO DI CARTE , PER PREDIRE IL FUTUR...



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BLOG DI CIPIRI: HO CREATO UN MAZZO DI CARTE , PER PREDIRE IL FUTUR...: CIAO , HO CREATO UN MAZZO DI CARTE , PER PREDIRE IL FUTURO , OTTIMO COME REGALO DI NATALE , GUARDALO , QUI SOTTO , SE TI INTERESSA SCRIVIMI ...

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IMAGOMUNDI
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giovedì 24 novembre 2011

Bile , RIVISTA DI SATIRA






 RIVISTA DI SATIRA

Bile N3




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Ora
lunedì 28 novembre alle ore 10.00 - 7 dicembre alle ore 13.00

Luogo
http://www.scaricabile.it/

Creato da

Maggiori informazioni
Bile la rivista satirica di cattivo gusto esce con il terzo numero.
Scaricabile gratuitamente da http://www.scaricabile.it/

leggi gli arretrati

BILE N1 http://www.scaricabile.it/2011/10/bile-n1-non-avrai-altro-stato-allinfuori-di-questo/

BILE N2 http://www.scaricabile.it/2011/11/bile-n2-non-nominare-il-nome-di-dio-invano/






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mercoledì 26 ottobre 2011

MATTEI FU UCCISO PER SOSTITUIRLO CON CEFIS ?



MATTEI FU UCCISO 
PER SOSTITUIRLO CON CEFIS ?
UN LIBRO SCOMPARSO.

QUESTO E' CEFIS - UN LIBRO EMAIL

LA REDAZIONE NAMIR
HA TRASCRITTO IL LIBRO
QUESTO E' CEFIS -

perche' da questo libro introvabile e in parte
Pubblicato on line, ma non completamente SI COMPRENDONO
alcune vicende da sempre poche chiare.

MATTEI che fa pubblicare il libro
Da un suo collaboratore accusa CEFIS desiderato da Andreotti e quindi dall'america Repubblicana
Di volerlo sostituire a capo dell'Eni. In merito piu' volte abbiamo sentito DELL'UTRI riferirsi
A questo libro per quanto riguarda le vicende di Berlusconi in contatto da sempre
Con la Russia di Putin, anche se analizzando il tutto la questione è totalmente diversa
A cominciare dall'Eni che oggi è parzialmente privata mentre quella di Mattei era comletamente
Pubblica e per il pubblico quindi faceva interessi.

Questo è Cefis vive solo pochi mesi, poi sparisce. Dalle due sedi della Biblioteca Centrale
spariscono anche le copie d'obbligo: se ne trova ancora traccia nel registro di quella fiorentina,
ma il libro non c'è. E si capisce: Steimetz racconta la spregiudicata avventura di uno dei timonieri
del pubblico-privato, la mescolanza di poteri tra Stato e potenze occulte. Pier Paolo Pasolini sta
lavorando sugli stessi temi e, forse (è il caso di Verzotto), sta utilizzando le stesse fonti; quell'anno
comincia a scrivere Petrolio, il grande romanzo incompiuto sul Potere (Einaudi lo pubblicherà
postumo nel 1992, 17 anni dopo la sua morte).

Un romanzo del quale la critica ha enfatizzato
l'aspetto omosessuale - la doppia vita di un ingegnere petrolchimico - mentre la vera sostanza
di Petrolio è il "rapporto terribile tra economia e politica, le bombe fasciste e di Stato, la struttura
segreta delle società "brulicanti", come i loro nomi, in beffardi acronimi" (Gianni D'Elia, Il Petrolio
delle stragi, Effigie, a partire da Eugenio Cefis, che nel libro è "Troya".

Nel corso dell'inchiesta sull'omicidio di Mattei, il sostituto Procuratore Vincenzo Calia coglie per primo
le analogie e le simmetrie tra Questo è Cefis e Petrolio e ha il merito d'aver collegato tra loro i fili di questa
intricata matassa. Il 27 marzo 2009 l'avvocato Stefano Maccioni e la criminologa Simona Ruffini hanno
depositato alla Procura di Roma un'istanza di riapertura delle indagini sulla morte di Pasolini. Quarant'anni
dopo. Quarant'anni di verità negate.

LA TRASCRIZIONE dell'intero libro originale e trovato casualmente
Su una bancarella di Roma - L'ABBIAMO IN FORMATO WORD
E lo inviamo in email a chiunque lo richieda scrivendo una email a

giornale@namir.it

Oppure a - aaakatia@tiscali.it

IN OGGETTO ALL'EMAIL scrivere RICHIESTA LIBRO CEFIS
Inserite vostro nome e cognome e recapito telefonico. In meno di 24 ore
Il libro sara' sulla vostra email. Potete stamparlo oppure leggerlo
Comodamente al computer.

IL COSTO PER RICEVERE IL LIBRO EMAIL - QUESTO E' CEFIS -
è una sottoscrizione minima di 5 euro per namir.

Sul caso MATTEI a breve pubblicheremo una raccolta
Di tutte le sue interviste che invieremo sempre in email
Ma questa è altra informazione, serve soltanto ad immaginare
Che un libro on line deve e può circolare se realizzato
Da autori intelligenti e non coperto dai diritti.

Pasolini poteva essere a conoscenza di dettagli importanti su altri casi irrisolti famosi della nostra storia: l’omicidio del presidente dell’Eni Enrico Mattei e del giornalista Mauro De Mauro, ucciso mentre indagava sulla sua morte. Pasolini potrebbe essere stato ucciso perché aveva ricostruito, in quel capitolo sparito, snodi decisivi del delitto Mattei.
http://cipiri.blogspot.com/2010/06/omicidio-pasolini-verita-da-cercare.html




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sabato 1 ottobre 2011

internazionale a Ferrara

 
 

La mente di Facebook

Sheryl Sandberg ha fatto guadagnare milioni di dollari a Facebook. Imponendo il suo stile in un ambiente dominato dagli uomini.
 
 
 
Dal 30 settembre al 2 ottobre, giornalisti, blogger, scrittori, artisti e lettori provenienti da 35 paesi si incontreranno a Ferrara per partecipare al festival di Internazionale.
L'ingresso a tutti gli eventi è gratuito.

Featured Posts

  1. Il cortile del Castello di Ferrara durante la presentazione del libro di Daria Bignardi “Un karma pesante”. (Francesco Alesi, Internazionale)
  2. Blas Roca Rey durante lo spettacolo “I giorni di Genova” al teatro comunale di Ferrara. (Francesco Alesi, Internazionale)
  3. 30 settembre, Pepe Escobar e Rahimullah Yusufzai durante l’incontro al Teatro Comunale a Ferrara. (Francesco Alesi, Internazionale)
  4. Jason Burke, Pepe Escobar, Rahimullah Yusufzai ed Emanuele Giordana durante l’incontro sul Pakistan al festival di Internazionale. (Francesco Alesi, Internazionale)
  5. La sala regia del Cinema Apollo il 30 settembre a Ferrara. (Francesco Alesi, Internazionale)
  6. La presentazione di Urban survivors, una mostra fotografica dell’agenzia Noor per Medici senza frontiere il 30 settembre a Ferrara. (Francesco Alesi, Internazionale)
  7. Jeff Israely, Serge Enderlin, Riccardo Chartroux ed Eric Jozsef durante l’incontro su Genova al festival di Internazionale. (Francesco Alesi, Internazionale)
  8. L’inaugurazione del festival di Internazionale al cinema Apollo di Ferrara. (Valeria Quadri, Internazionale)
  9. Kumi Naidoo, capo di Greenpeace International e attivista per i diritti umani, sarà a Ferrara sabato 1 ottobre. (Laif/Contrasto)
  10. Pittore, scrittore, critico d’arte, poeta. John Berger verrà a Ferrara domenica 2 ottobre al teatro Comunale. (Ulf Andersen, Getty Images)
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Dal 30 settembre al 2 ottobre, giornalisti, scrittori, artisti e lettori provenienti da 35 paesi si incontreranno a Ferrara per partecipare al festival di Internazionale. L'ingresso a tutti gli eventi è gratuito.

Twitter

Antonello Dose al festival. #ferrara2011 t.co/7SMpNGgh




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lunedì 19 settembre 2011

libri pericolosi che fanno bene



libri pericolosi che fanno bene

Quasi ogni libro può apparire «malvagio» agli occhi di un potere, che quasi sempre si ammanta di valori spirituali e culturali.





«Una vittima del libro» pensa Porfirio Petrovic, il giudice istruttore di Delitto e castigo quando incontra il febbrile e tormentato Raskolnikov. Dunque i libri possono essere anche malvagi, se fanno vittime o, quanto meno, possono indurre al male — Raskolnikov assassina due anziane donne— se vengono letti male. La colpa non è tuttavia loro, perché non sono responsabili della stupidità o dell’esaltazione di alcuni loro lettori. Prima I libri non sono sempre necessariamente buoni, come non lo sono sempre i loro autori. Ogni vero libro, a cominciare da certe favole dell’infanzia, è rischio ed è nel rischio ovvero nella libertà che si realizzano il senso e la dignità della persona. Il libro può essere veramente pericoloso, come sospettano e bisbigliano gli occhiuti censori, ma anche un amore può esserlo; anzi, in qualche modo deve esserlo, deve in qualche misura cambiare e sconvolgere un ordine precedente.
Quasi ogni libro può apparire «malvagio» agli occhi di un potere, che quasi sempre si ammanta di valori spirituali e culturali. Ad esempio il Campionario di libri malvagi (ovvero compresi nell’Index Librorum Prohibitorum) riportato nel recente volumetto sui Libri malvagi curato da Aldo Canovari (Liberilibri, pagine 169, e 16) è quasi esilarante per l’innocua e spesso devota moralità degli autori condannati: si può ad esempio non certo approvare ma capire, dal punto di vista dell’indice e dell’autorità che lo promuove, la condanna di D’Alembert, Bayle, Giordano Bruno, Casanova o anche del De Monarchia di Dante, ma è un po’ comico trovarvi Sant’Alberto Magno, Gioberti, Giusti, il venerato Maroncelli immortalato nelle Mie prigioni del piissimo Silvio Pellico o Rosmini.
L’antologia curata da Canovari raccoglie celebri censure di libri o loro parodie, come quella invero stucchevole di Voltaire, più spiritosaggine che vera ironia. Ne fanno le spese soprattutto papi e vescovi, da Clemente XIII — che esorta, nel 1766, a vegliare affinché «la insolente e orribilissima licenziosità dei libri (…) non diventi tanto più perniciosa» e mette in guardia dal «pestifero contagio dei libri» — a Gregorio XVI che nel 1832 tuona contro le «nuove opinioni mostruose» che fanno suonare di «orrendo suono» le università e i ginnasi. Canovari si premura di precisare che la censura dei libri non è privilegio del califfo Omar distruttore della biblioteca di Alessandria né della Chiesa cattolica, dalla quale anzi, occorre aggiungere, da tempo provengono pure altissime voci in difesa della libertà e dignità di tutti gli uomini e delle loro idee. Le pagine di don Primo Mazzolari sulla tolleranza sono molto più incisive, profonde e vissute— anche tenendo conto della distanza temporale — di quelle di Voltaire.
Canovari ricorda inoltre la censura patita oggi in alcuni Paesi islamici e le norme degli Stati occidentali, «democratici, pluralistici e laici» , che tutelano il proprio potere e il proprio sistema perseguendo il reato d’opinione. Va ricordato peraltro che c’è stata pure una censura dello Stato messa in atto per limitare l’ingerenza della Chiesa. Carlo Lodoli, teorico dell’architettura e letterato in contatto con i maggiori illuministi europei (ripubblicato da Marsilio a cura di Mario Infelise), era revisore ossia censore dei libri, negli anni Trenta del Settecento, per incarico della Repubblica di Venezia, esercizio che svolgeva con equilibrio e intelligenza, cercando il più possibile di non escludere alcun buon testo «dall’universale commercio degli uomini» . Anche per lui, come egli scriveva, c’erano «libri perniciosi» da tener lontani, ma la sua prima preoccupazione era l’intento laico, in conformità alla politica della Serenissima, di togliere alla Chiesa il potere inquisitorio e di riservare allo Stato la tutela dell’ordine. Ovviamente, non per questo la sua censura diviene lodevole, perché uno Stato— anche il più illuminato — che istituisca una dogana per le idee compie un inaccettabile sopruso autoritario.
Non c’è solo il moralismo clericale; c’è una virtuosità puritana, giacobina o comunista non meno totalitaria. Oggi l’intolleranza è prerogativa soprattutto del pensiero unico e dominante anarco-liberista, con la sua supponenza radicaleggiante di essere il migliore, come Togliatti, e, diversamente e peggio di Togliatti, il definitivo. Fra i libri censurati quali «malvagi» Canovari menziona soprattutto capolavori dell’autonomia di pensiero o testi comunque innocui, il che fa apparire doppiamente arbitraria e ridicola la censura. Ma perché non ricordare Mein Kampf di Hitler, libro stupido, indubbiamente malvagio e verosimilmente produttore di malvagità? Come è noto, la pubblicazione di Mein Kampf è stata a lungo vietata a norma di legge in Germania, divieto che ora sta per cessare o è cessato da poco. Sono contrario a quella lunga interdizione e credo sia non solo più giusto, ma pure più efficace, metterne in evidenza la balordaggine e la malvagità, anche per non conferirgli l’aureola della persecuzione. Ma quel testo di Hitler dimostra, come tanti altri, che non è sempre ridicolo definire «malvagio» un libro, perché anche i libri, come gli uomini possono esserlo.
Vietato vietare, dice un famoso slogan. Anche testi che incitino concretamente al linciaggio? Non lo so, non so se e dove esista una frontiera della libertà ossia dove inizi la libertà di altri che la mia non può violare. Quando «tutto è possibile» , scrive Dostoevskij, non c’è limite alla violenza e alla prevaricazione — al male, possiamo dire senza paura di non apparire al passo con i tempi. Il «libello» — come lo stesso suo autore lo definisce— illustra le forme tradizionali di censura. Ma ce ne sono pure altre, camuffate anch’esse da moralità come ogni censura, non meno pericolose dell’Indice vaticano e degli anatemi stalinisti contro la letteratura e l’arte di avanguardia. Oggi si censurano ad esempio le favole di Andersen purgandole degli elementi cristiani che potrebbero offendere la sensibilità dei fanciulli musulmani o si trasforma un amore eterosessuale in omosessuale, per non offendere i diversi, falsificazione altrettanto stupida e violenta come quella che travestisse da eterosessuale l’eros omosessuale della lirica greca. Ritoccare e alterare un testo è peggio che bruciarlo, perché lo distrugge ancora di più, meglio non leggere Spinoza piuttosto che leggerlo in una versione falsificata per non offendere i cattolici.
Sì, i libri sono la nostra gloria, come ha detto Borges. Ma anch’essi possono diventare feticci, degradati a preziosità antiquarie, a soprammobili spirituali che danno lustro o adorati ciecamente senza capacità critica. Un libro — dice Paul Valéry, che ne ha scritti di grandi — «aiuta a non pensare» ; può diventare uno schermo fra noi e le verità delle nostre ansie che ci turbano, un oggetto che prendiamo superstiziosamente in mano come un portafortuna e che ci portiamo dietro pure al bagno, per metterlo come un paravento fra noi e noi stessi anche per quei pochi minuti, incapaci come siamo di essere, perfino per pochi istanti, soli con noi stessi e con i nostri pensieri. «Getta via da te questa smania di libri» diceMarco Aurelio «se non vuoi morire mormorando» . Ma questa verità è giunta a noi perché il grande imperatore filosofo l’ha scritta in un libro, che per fortuna nessuno ha bruciato né censurato.




Corriere della Sera  18 luglio 2011




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venerdì 16 settembre 2011

BLOG DI CIPIRI: giusto introdurre un salario minimo in Italia

giusto introdurre un salario minimo in Italia


T. BOERI, R. PEROTTI

Meno pensioni, più welfare

Tito Boeri, Roberto Perotti 

"Meno pensioni, più welfare"

Il Mulino, 2003

 

Una proposta organica di riforma del nostro sistema di sicurezza sociale.
 
La spesa sociale in Italia è oggi fortemente sbilanciata a favore delle pensioni e a svantaggio di misure contro la povertà. Muovendo da queste osservazioni, e tenendo conto degli stringenti vincoli di bilancio cui deve far fronte il nostro paese, Boeri e Perotti formulano una proposta organica di riforma del nostro stato sociale imperniata su due assi portanti: raggiungere effettivamente le fasce maggiormente a rischio di emarginazione, piuttosto che categorie già relativamente privilegiate, e minimizzare gli inevitabili effetti distorsivi della spesa sociale sul mercato del lavoro. Tale trasformazione richiederà inevitabilmente una riduzione della quota del prodotto interno lordo assorbito dalla previdenza pubblica. Boeri e Perotti, che mettono a frutto i risultati della più recente letteratura in materia, chiedono ai decisori politici di mostrare maggiore attenzione alle esperienze degli altri paesi e ai risultati di sperimentazioni sul campo nell'ambito delle politiche sociali.
Tito Boeri, Ph.D. presso la New York University, è stato senior economist all'Ocse e consulente di Banca Mondiale, Commissione Europea, Fmi e Ilo; attualmente è professore di Economia del lavoro nell'Università Bocconi di Milano e direttore della Fondazione Rodolfo Debenedetti. Roberto Perotti, Ph.D. al Mit di Boston, ha insegnato alla Columbia University di New York, ed è stato consulente della Banca Mondiale, del Fmi e della Banca Interamericana di Sviluppo. Attualmente è professore di Economia all'Istituto Universitario Europeo di Firenze.





BLOG DI CIPIRI: giusto introdurre un salario minimo in Italia: T. BOERI, R. PEROTTI ...



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lunedì 12 settembre 2011

COME IMPARARE LA FELICITA - LUCIA GIOVANNINI








COME IMPARARE LA FELICITA' 

 

incontro con

 

LUCIA GIOVANNINI






COME IMPARARE LA FELICITA' incontro con LUCIA GIOVANNINI




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Ora
lunedì 26 settembre · 21.00 - 23.30

Luogo
associazione Shiatsu Ai-wa
VIA MAZZINI 11

Creato da

Maggiori informazioni
26 SETTEMBRE 2011 ore 21,15
“COME IMPARARE
LA FELICITA’?”


INCONTRO CON

LUCIA GIOVANNINI

PRESENTAZIONE DEL NUOVO
LIBRO

“MI MERITO IL MEGLIO”

ASSOCIAZIONE CULTURALE SHIATSU AI-WA
VIA G.MAZZINI 11
CASSANO D'ADDA 20062 (MI)

Molta gente crede che il proprio livello di felicità sia qualcosa su cui nonha controllo: un colpo di fortuna che può sparire in un attimo.
Invece non funziona così. La felicità è un’abilità, e come tale possiamo
apprenderla. Possiamo imparare a essere felici indipendentemente da
tutto.

Così come non dobbiamo guadagnarci il diritto di respirare, marespiriamo perché esistiamo, noi meritiamo di essere felici per diritto dinascita. E non un po’, ma completamente. Non per ciò che abbiamo, ma
semplicemente perché esistiamo.
Ma quanto spesso ce ne scordiamo? Quanto spesso svendiamo la
felicità,la ignoriamo o pensiamo di non meritarla?

Quando siamo infelici siamo più irritabili, meno flessibili, e
tendiamo a creare più problemi a noi stessi e agli altri.
La ricerca della felicità non è quindi, come qualcuno potrebbe
erroneamente pensare, un gesto egoistico. Tutt'altro. E' un
dono per noi stessi e per il mondo. Un dono che tutti meritiamo.

In questo incontro Lucia Giovannini parlerà dei meccanismi che
influenzano le nostre scelte, le nostre azioni e il nostro benessere
psico-fisico, temi trattati nel suo libro “Mi merito il meglio”,
edizioni Sperling & Kupfer.

PER INFO f.carmela_anna@virgilio.it education@blessyou.me0363 360371 3406452791
L'invito è aperto a tutti. Passaparola!

MI MERITO IL MEGLIO LUCIA GIOVANNINI Fai pace con te stesso e scegli di essere felice
www.blessyou.it
• Il 20 per cento del ricavato di “Mi merito il meglio” e di “Tutta un’altra
vita” è devoluto in beneficenza (maggiori info sul sito).
www.mimeritoilmeglio.it www.shiatsuaiwa.it







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mercoledì 7 settembre 2011

ENERGIAINFINITA: Cercare il sole (dopo Fukushima)

Cercare il sole (dopo Fukushima)


Cercare il sole

'LIBRO'

(dopo Fukushima)





ENERGIAINFINITA: Cercare il sole (dopo Fukushima): Cercare il sole 'LIBRO' (dopo Fukushima) .  Ora venerdì alle 21.00 - sabato a...


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martedì 6 settembre 2011

Festivaletteratura Mantova - Dal 7 all'11 settembre 2011








Prende il via la XV^ edizione di Festivaletteratura Mantova - Dal 7 all'11 settembre 2011

Festivaletteratura arriva alla quindicesima edizione e riparte dalla riscoperta della città, da luoghi storici mai toccati prima dalla manifestazione.
 http://www.scritturegiovani.it/it/

Può certamente apparire eccentrica la nostra concezione di ufficio stampa. Ma è la sola che, nel corso degli anni, abbiamo imparato a fare nostra, che ci rappresenta e contraddistingue.
Dalle origini della nostra attività la scelta è stata subito netta: Mara Vitali Comunicazione non gestisce budget pubblicitari, non si occupa di found raising, non opera in base al mero calcolo economico che imporrebbe la logica (secondo noi abusata) dell’esserci a tutti i costi.  Amiamo pensare a noi stessi come a dei professionisti della comunicazione capaci di mettere in relazione editoria, musica e discografia, pubblicistica, organizzazione culturale, manifestazioni, arte e design. Se il catalogo di un editore è il suo biglietto da visita, il nostro portfolio clienti testimonia l’attitudine poliedrica del nostro lavoro.
Ci guida un filo d’Arianna: la capacità di riconoscere talenti e pregi nascosti nell’oggetto del nostro lavoro, per poi orientare le relazioni con tutti i professionisti della comunicazione. Perché non esistono mai soluzioni di repertorio. Ogni soluzione di repertorio è sempre insufficiente. Esistono invece attitudini specifiche e strategie mirate.
Anche per questo motivo, più che seguire l’attività complessiva dei nostri clienti, preferiamo lavorare su progetti che interessino le nostre passioni intellettuali. La qualità del nostro lavoro è accertabile, così come i risultati ottenuti. Testimoniano per noi gli oltre 20 anni di lavoro indipendente. E una stima consolidata, per la nostra attività, che ci contraddistingue e ci proietta, con fiducia, nel futuro.





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Festivaletteratura arriva alla quindicesima edizione e riparte dalla riscoperta della città, da luoghi storici mai toccati prima dalla manifestazione.

Tra i temi caldi la creatività in tutte le sue forme: letterarie, artistiche e musicali; la riappropriazione dello spazio urbano e l’attenzione all’ambiente; la memoria del nostro Paese, dai quaderni di scuola all’Unità d’Italia. E ancora attualità, con un focus sulla crisi nel mondo arabo; attenzione alle storie, siano esse biografie, romanzi  o graphic novel; scouting, con la proposta al pubblico di alcuni dei migliori scrittori under Quaranta.

E' un’edizione segnata dall’idea di "riprendere la piazza", dall’orientamento a vivere fino in fondo potenzialità e possibilità offerte dal contesto urbano, ambito ricco di attori, risorse, opportunità, sempre da integrare, sempre da cogliere secondo nuove logiche progettuali, inedite politiche culturali: torna Festivaletteratura – dal 7 all’11 settembre - e la quindicesima edizione punta forte sulla città come centro di relazione e di scambio.

I lettori che arriveranno a Mantova per condividere idee, libri, passioni, avranno a disposizione oltre quaranta luoghi "ufficiali" per poterlo fare: è un record per Festivaletteratura. E, nella scelta,  più che l'esibizione di un patrimonio storico-artistico c'è la voglia di mostrare tutte le opportunità, le situazioni, le problematiche, le risorse che lo spazio della città può offrire nel momento in cui si torna a viverlo secondo la sua autentica vocazione: quella di luogo della socialità e dell’incontro. L'accento si sposta dunque sulla partecipazione: se il pubblico al Festival è sempre stato più protagonista che spettatore, chiamato a costruirsi un percorso più che ad assistere, in questa edizione sarà chiamato anche a pratiche originali, ad un metodo alternativo per fruire e attivare spazi e incontri secondo logiche non  abituali o consolidate.

Sono molti, quest'anno, gli eventi del festival che nascono seguendo la storia di un palazzo, di un monumento o assecondando la funzione di un negozio o di un'area dedicata allo svago o, ancora, che restituiscono nuova vita a spazi abbandonati.

I luoghi e le storie

Il Castello di San Giorgio, sede di una della più severe carceri austriache durante il Risorgimento, nell'anno del centocinquantesimo anniversario dell'Unità d'Italia, è uno dei luoghi che ha maggiormente ispirato gli autori della manifestazione. Oltre a ospitare alcuni degli incontri letterari, il Castello racconta il testamento umano e spirituale dei Martiri di Belfiore, raccolto nelle pagine del Confortatorio di Mons. Martini, attraverso l'adattamento in forma di lettura di Luca Scarlini. E ancora: la storia di Felice Orsini, futuro attentatore di Napoleone III, è rivissuta nell’antica prigione da un racconto di Giancarlo De Cataldo.

Bosco Virgiliano, un parco-monumento realizzato raccogliendo tutte le specie vegetali ricordate da Virgilio nelle sue opere, è il punto di partenza che Giuseppe Barbera ha scelto per parlare del paesaggio agrario italiano.

Alcuni dei negozi del centro storico, attualmente sfitti o in abbandono, vivranno una nuova vita in qualità di “bottega” - quella di ri-tratto tenuta da Alessandro Sanna, Massimiliano Tappari e alcuni scrittori o quella per la creazione di abbecedari d'artista organizzata dal Dipartimento Educativo del MamBo.

I Giardini Valentini, una piccola area verde nascosta tra i palazzi della città, da semplice luogo di transito torna ad essere per il Festival uno spazio di scoperta e di divertimento per i ragazzi, ritornando alla propria originaria vocazione. Qui Claudio Madia terrà la sua scuola di clownerie, Dino Ticli i laboratori sui fossili, Anna Cerasoli fa appassionare alla matematica i ragazzi, gli operatori del Centro Archeologico del Forcello inizieranno i bambini alle tecniche di scavo e di recupero dei reperti.

Gli esempi potrebbero continuare. Strade, piazze, cortili, teatri sono più che in passato spazi da condividere, per parlarsi.  E in  un  Festival  così può anche succedere che Alessandro Bergonzoni si affacci alle finestre delle case del centro storico e inizi a parlare con chi sta sotto. L’idea che ritorna è sempre quella della ricerca di possibilità nuove e inespresse, competenze anomale da carpire e mettere in scena, potenziali d’integrazione inesplorati.

Attualità

I temi legati alla riconquista dello spazio pubblico e alle nuove forme di partecipazione politica dominano una parte significativa del programma di Festivaletteratura 2011. Il richiamo dell’attualità è forte e un primo focus non può non incentrarsi sulle rivoluzioni del Mediterraneo: alla manifestazione saranno ospiti due grandi narratori come Ala al-Aswani e Hisham Matar, ma anche il giovane blogger egiziano Wael Abbas,  insieme al direttore delle news di Al-Jazeera Mostafa Souag. Gad Lerner e Tahar Lamri cercheranno con Paola Caridi di fare un primo bilancio degli avvenimenti per cercare di capire la reale portata di questi avvenimenti e quali prospettive si aprono nel medio e nel lungo periodo.

Parallelamente, nello spazio del neonato archivio di Festivaletteratura, sarà possibile per il pubblico riascoltare - attraverso apposite postazioni informatiche - le registrazioni di alcuni degli incontri delle passate edizioni del Festival che hanno visto protagonisti autori arabi (da Adonis allo stesso al-Aswani, da Elias Khouri ad Edward Said, solo per citare qualche nome), dando l'opportunità di ripercorrere idealmente i 15 anni precedenti ai fatti di oggi, grazie alla voce di autorevoli protagonisti.

Più in generale, il Festival raccoglie l'esigenza di capire come stanno cambiando le città e i territori, come questi cambiamenti siano emblematici di trasformazioni culturali di cui spesso non c'è sufficiente consapevolezza. Le testimonianze che Alain Mabanckou e Uzodinma Iweala porteranno sul progetto Pilgrimages (che li ha visti protagonisti insieme a una ventina di scrittori africani nella rilettura-racconto delle metropoli del loro continente, come quelle - sempre per l'Africa - di Donato Ndongo e Michelangelo Bartolo, di Alberto Cairo su un Afghanistan che ha fatto della guerra la dimensione della propria quotidianità o quella di Eliane Brum su un paese-continente come il Brasile che sta profondamente mutando la propria identità) saranno in questo senso estremamente significative. Per venire a contesti a noi più vicini, il dialogo tra Varujan Vosganian e Dragan Velikic - due narratori "prestati" alla politica - porta l'attenzione su un Est Europa sempre più disilluso dall'occidente e in cui gli intellettuali rischiano l'emarginazione come ai tempi della cortina di ferro.

Di diversa attualità gli incontri dedicati a due eventi che, cambiando in modo traumatico e improvviso il volto di una città e la pelle di una regione, hanno mutato negli ultimi anni la percezione del mondo e il destino di gran parte dell'umanità: William Langewiesche e Lucio Caracciolo saranno protagonisti di un incontro dedicato all'11 settembre - nel decennale della strage. Una riflessione di Francesco Cataluccio, a quindici anni dalla tragica notte del reattore, su ciò che Chernobyl ha significato per il mondo.

Non poteva certo l'Italia essere esclusa da questo sguardo critico. Oltre alla presenza di Gian Antonio Stella, che al Festival porterà la sua denuncia sullo scempio del nostro patrimonio ambientale e artistico, due narratori italiani Mauro Minervino e Francesco Pinto confronteranno la loro scelta di raccontare il nostro paese a partire dalle grandi strade che lo attraversano. Di un grande viaggio collettivo, a piedi, dal Nord fino a Scampia, si faranno testimoni Antonio Moresco e Tiziano Colombi insieme ad altri dei partecipanti; Rachel Donadio, inviata del New York Times, e Beppe Severgnini cercheranno di raccontare com'è l'Italia, vista dall'estero, Enrico Franceschini e Laila Wadia si confronteranno sul problema della società multietnica nelle nostre città.

Viaggio e ambiente

Particolarmente vicine al cuore del Festival di quest'anno risultano dunque le presenze di alcuni dei più grandi interpreti della letteratura di viaggio - gli inglesi Colin Thubron e William Darlymple, i nostri Stefano Malatesta e Giuseppe Cederna - e quella del francese Michel Le Bris, direttore del prestigioso festival francese Etonnants Voyageurs, autore di biografie "affettive" dedicate alle vite di grandi esploratori. E anche l'ormai tradizionale percorso notturno condotto al Festival da Stefano Scansani si muove per i luoghi della città che serbano la memoria del passaggio degli scrittori-viaggiatori - da Dickens a D'Annunzio, fino  agli ospiti di Festivaletteratura - giunti a Mantova nel corso dei secoli.

Dall'attenzione verso città e territori all'attenzione verso l'ambiente. Festivaletteratura da quest'anno s'impegna ad ottenere  Spreco Zero, il marchio rilasciato  da Last Minute  Market a  tutte le realtà - imprese, attività commerciali, amministazioni, eventi - che si impegnano all'uso  razionale delle risorse  e alla riduzione degli sprechi. Oltre alle azioni concrete relative alla raccolta dei rifiuti e ai consumi energetici sui luoghi degli eventi, una serie significativa di incontri affronterà proprio queste tematiche: le conversazioni sul clima di Luca Mercalli e Leo Hickman (che terrà anche un incontro per ragazzi sull'ethical living), gli incontri con l'oceanologo Carl Safina e con l’ideatore di Last Minute Market Andrea Segré, lo spettacolo Waterfront che insieme allo stesso Segré vedrà sul palco Patrizio Roversi.

La biblioteca di fantascienza

Se i mutamenti climatici ci costringono a ragionare sugli scenari che ci attenderanno da qui al prossimo periodo, ben oltre, in uno spazio-tempo immaginato ed evocato verrà proiettato il pubblico della biblioteca di fantascienza. I lettori  saranno chiamati a compiere un salto spazio-temporale e a immaginarsi di entrare in un'era anteriore alla nostra di milioni di anni. La biblioteca che i visitatori avranno il privilegio di frequentare altro non sarà che la piccola biblioteca di una città di un pianeta sperduto, in una galassia assolutamente marginale, in cui grazie alle cure di uno zelante bibliotecario – Tullio Avoledo - si sono conservati alcuni dei libri che testimoniano che cosa è successo, in tutti questi anni, nel nostro universo e in quelli paralleli. In questo gioco, i libri di fantascienza scritti dall'antichità ad oggi saranno trattati al pari di cronache “vere”, come vere sono le paure, le tensioni, le speranze che questo straordinario genere letterario ha sempre saputo catturare. Oltre a celebrare una letteratura ricchissima, la biblioteca vuole essere in qualche modo un monito, un presidio per la conservazione del futuro, prima che sparisca dai nostri orizzonti per troppa attenzione al presente. Alla biblioteca, che sarà aperta alla libera consultazione per tutta la durata del Festival, si affiancheranno gli “incontri della biblioteca”, condotti da Tullio Avoledo e che vedranno partecipare tra gli altri Giorgio Faletti e il russo Dmirty Glukhovsky, vero autore di culto tra gli adolescenti del suo paese anche per la trasposizione in videogames dei suoi romanzi.

L’unità d’Italia

Al di là degli eventi all'interno del luogo-simbolo del Castello di San Giorgio, la ricorrenza dei 150 anni dell'Unità ha stimolato Festivaletteratura a proporre numerose riflessioni sui temi dell'identità e la storia del nostro paese e insieme alcune riletture della letteratura risorgimentale o più in generale patriottica. Tra le prime vanno ricordate senz'altro il dialogo tra Giancarlo De Cataldo e Lucy Riall su eroi e traditori del nostro Risorgimento, il confronto su unità e disunità del nostro paese tra Ernesto Galli della Loggia e Aldo Schiavone, il discorso sull'identità italiana da Augusto ad oggi di Valerio Massimo Manfredi. Tra le seconde, lo spettacolo di Luca Scarlini, Lucia Pescador e Michele Andrei Confessioni di un'italiana tratto da Ippolito Nievo e il reading di Massimo Gramellini con l'accompagnamento della banda città di Mantova. Sull'idea del compimento della nazione attraverso la Costituzione vanno gli interventi di Michele Ainis e la "lettura comparata" tra Commedia dantesca e articoli della costituzione di Giuliano Turone accompagnato da un quartetto di sassofonisti.

Un nuovo canone di italianità è invece quello presentato in forma di test dalla scrittrice migrante Laila Wadia all'interno delle tracce. Le tracce – letteratura orale, idee, curiosità e altre sorprese di non più di mezz'ora proposte dal vivo in piazza Sordello e in streaming su internet - quest'anno si caratterizzeranno per una maggiore interazione con la multimedialità e, in fascia serale, per la durata più ampia e per le ulteriori opportunità a disposizione di chi seguirà gli incontri sul web.

Una felice connessione tra nuove tecnologie e partecipazione attiva da parte di tutti coloro che seguono il festival caratterizza altri progetti che Festivaletteratura proporrà in occasione della quindicesima edizione.

Scuola e memoria

Con i Quaderni di scuola il Festival offrirà la possibilità di leggere la storia del nostro paese che è entrata - direttamente o indirettamente - nei componimenti dei ragazzi delle scuole elementari italiane dal 1861 ad oggi. Attraverso un lavoro di ricerca e digitalizzazione di documenti coordinato da Juri Meda presso alcuni dei principali archivi scolastici e della cultura popolare, in un'aula ricreata nello spazio di una delle scuole storiche della città - il Liceo-Ginnasio "Virgilio" -, il pubblico ha la possibilità di sfogliare alcuni quaderni virtuali per osservare gli elementi di cambiamento (e di continuità) nella famiglia, nell'organizzazione del lavoro, nel costume, nell'immaginario italiano così come sono stati registrati dai ragazzi.

L'invito rivolto a tutti coloro che verranno al Festival sarà quello di mettere a disposizione i propri quaderni: nei giorni della manifestazione e nelle settimane precedenti, Festivaletteratura raccoglierà quelli di tutti coloro che vorranno donarli o  lasciarli in deposito partecipando concretamente alla creazione di un patrimonio di memoria collettiva. A completare il progetto saranno alcuni incontri in cui, attraverso i documenti raccolti, alcuni studiosi rifletteranno sul tema della nazione (Massimo Viroli e Simonetta Polenghi), della differenza di genere (Loredana Lipperini e Simonetta Soldani).

Lingua e identità

In qualità di esperti della propria parlata locale tutti i componenti della comunità del festival - ospiti, lettori, addetti ai lavori - saranno chiamati a portare le parole intraducibili del proprio dialetto presso la postazione che sarà attiva in piazza Erbe, o già nelle settimane antecedenti al festival attraverso l'apposito indirizzo e-mail che sarà segnalato sul sito. Questa raccolta popolare di parole, organizzata in collaborazione con doppiozero, sarà visibile (oltre che sul sito internet) grazie a una sorta di muro che rappresenta la nostra penisola dove tutte queste parole - con le relative definizioni - sono "pubblicate". Un momento di lettura collettiva di queste parole sarà poi condotto da Stefano Bartezzaghi.

Questa iniziativa - che in qualche modo si diverte a mettere insieme tutta la ricchezza linguistica del nostro paese - funziona come "supplemento" del Vocabolario Europeo, il progetto di creazione di un ideale vocabolario condiviso attraverso le donazioni di parole da parte degli autori presenti al festival giunge nel 2011 alla quarta edizione. Al progetto, coordinato come sempre da Giuseppe Antonelli, hanno confermato ad oggi l'adesione William Darlymple (inglese), Pablo D'Ors (spagnolo), Hermann Koch (neerlandese), Georgi Gospodinov (bulgaro), Bjorn Larsson (svedese), Michel Le Bris (francese), Kallia Papadaki (greco), Lucian Dan Teodorovici (romeno).

E, sul confronto delle lingue, primo esperimento di translation slam a Festivaletteratura: nei due incontri previsti in programma un autore straniero darà alcune pagine di un proprio libro non tradotto a due suoi traduttori italiani. Saranno l'autore e il pubblico a giudicare chi, dei traduttori, ha offerto la prova migliore. Continuano peraltro - dopo il successo dello scorso anno - gli incontri in lingua: senza "traduzione a fianco" converseranno con il pubblico Alain Finkielkraut, l'americano Salvatore Scibona ed altri autori.

Narrativa

I già citati Koch, Larsson, D'Ors - di cui è proposta anche la riduzione teatrale di Roberto Abbiati de Lo stampatore Zollinger -, Teodorovici, Gospodinov, sono anche tra gli autori di narrativa europea più attesi al Festival. Insieme a loro segnaliamo lo spagnolo Ricardo Menéndez Salmón, lo svizzero Martin Suter, lo svedese Jonas Jonasson - che è impegnato in un inedito duetto con Giorgio Faletti -, l'inglese Robert Harris e soprattutto l'atteso ritorno di Howard Jacobson, recente vincitore del Booker Prize. Da Israele arriveranno invece Yirmi Pinkus, vignettista e disegnatore che ha conquistato la critica con il suo esordio narrativo, e Yehoshua Kenaz, considerato uno dei più autorevoli autori del proprio paese.

Spostandoci al Nordamerica, la scelta di Festivaletteratura cade una volta di più su autori giovani e stilisticamente innovativi. E' il caso della ventiseienne Téa Obreht, nata nella ex-Jugoslavia e fresca vincitrice dell'Orange Prize; di Salvatore Scibona, inserito dal New Yorker tra i migliori venti autori under 40; di Christopher Moore, il cui stile richiama Steinbeck, Vonnegut e Douglas Adams insieme. Non meno interessanti Helen Humphreys, poetessa e narratrice canadese, e Geraldine Brooks, la scrittrice e giornalista di origini australiane due volte vincitrice del premio Pulitzer. Né va dimenticata, spostandosi dal Nord al Sudamerica, Marcela Serrano, la popolarissima autrice cilena, gradito ritorno a Festivaletteratura.

Giallo

La letteratura che sta al confine tra il giallo e il noir trova anche quest'anno grande spazio all'interno del programma: insieme a Roger J. Ellory e M.C. Beaton (appena tradotta nel nostro paese), sono gli scrittori italiani - Gianni Biondillo, Maurizio De Giovanni, Marco Malvaldi, Rosa Mogliasso, Enrico Pandiani, Giorgio Todde - a tenere il campo con incontri dedicati ai loro investigatori. E legati al giallo, altri due attesi ritorni: quello di Francesco Guccini e Loriano Macchiavelli, in conversazione con il pubblico, e quello di Donato Carrisi, che insieme a Luca Crovi darà vita all'evento-spettacolo Il tribunale delle anime. Comicità e suspense si mescoleranno in modo imprevedibile nei Misteri per caso illustrati da Patrizio Roversi e Syusy Blady.

Italiani

La pattuglia dei narratori italiani si completa con Simonetta Agnello-Hornby, Giuseppina Torregrossa, Margaret Mazzantini, Erri De Luca. Accanto a questi autori ben noti al grande pubblico, vanno segnalati due  autori  "appartati"  di  straordinaria  levatura come Alessandro Spina e Gilberto Severini, le esordienti Viola Di Grado e Donatella Di Pietrantonio ("Le madri di carta" è il titolo dell'incontro che le vedrà protagoniste), Enrico Deaglio che si presenta come narratore, i giovani Christian Frascella e Vincenzo Latronico.

Scritture Giovani

E a proposito di giovani scrittori, cade proprio quest'anno il decimo anniversario di Scritture Giovani, il progetto che Festivaletteratura ha ideato e promosso insieme ad alcuni dei principali festival letterari europei per la promozione dei nuovi talenti letterari. Gli autori che soffieranno sulle dieci candeline di Scritture Giovani saranno Susanne Heinrich, Anna Lewis, Kallia Papadaki e Paolo Piccirillo.

Gli omaggi

Insieme alla scoperta degli autori emergenti, il Festival negli ultimi anni si è impegnato nella riproposta di classici o di scrittori dimenticati ma di grande valore letterario. Nel programma 2011 spicca l'omaggio a Virginia Woolf tenuto dalla nipote Angelica Garnett e da Ginevra Bompiani a cui si accompagnano la lezione su Walter Benjamin di Alessandro Baricco, il percorso tra alcuni dei più grandi libri della letteratura compiuto da Alain Finkielkraut, la lezione sulla Marchesa Colombi di Antonia Arslan e Riccardo Caporossi, e alle "letture vintage" dedicate a Riccardo Bacchelli, Francesco Jovine e Matilde Serao rispettivamente da Bruno Gambarotta, Chiara Valerio e Donatella Di Pietrantonio, da Giuseppina Torregrossa e Maurizio De Giovanni. Allo scrittore polacco Bruno Schulz è ispirato lo spettacolo di Francesco Cataluccio e Olek Mincer, ai “gran bugiardi” Pellegrino Artusi e Carlo Collodi quello di Fabio Picchi e Maria Cassi. Quasi un'orazione civile sarà quella di don Andrea Gallo ispirata ai testi di Antonio Gramsci e don Lorenzo Milani.

Tra gli omaggi poetici - oltre alla serie "la parola cui abbiamo creduto" che quest'anno celebra Edoardo Sanguineti, Rabindranath Tagore e Daria Menicanti - un rilievo particolare assume il ricordo di Attilio Bertolucci da parte dei figli Bernardo e Giuseppe, intervistati da Corrado Augias. Il programma di poesia, come sempre nutrito, comprende un focus sulla grande arte di Claudia Scandura con la partecipazione di Sergej Gandlevskij, Julij Gugolev, Timur Kibirov e Evgenij Solonovic; gli incontri con i poeti Franco Buffoni, Anna Maria Carpi, Maria Luisa Vezzali, Valentino Zeichen ed Emilio Zucchi; un dialogo a più voci coordinato da Daniele Piccini sul tema "è ancora possibile scrivere poesia?".

Ricco di dediche ad autori scomparsi è il programma di Pagine Nascoste, la serie di documentari su libri e scrittori ormai parte integrante del programma del Festival. Quest'anno, tra i film presentati - oltre a quelli su Philip Dick e William Burroughs - va segnalato José e Pilar, il film su José Saramago che è presentato a Mantova da Pilar del Rio, moglie dello scrittore premio Nobel.

Le storie e i personaggi

I racconti di vite straordinarie, le storie di donne e uomini a volte noti, a volte quasi sconosciuti che hanno attraversato frontiere e guerre, trovandosi a confronto in modo imprevisto con la Storia, hanno un posto d'onore all'interno del programma 2011. Tra le storie più eccezionali c'è senz'altro quella di Adolfo Kaminsky, il falsario al servizio di tutte le giuste cause che sarà presente al festival insieme alla figlia Sarah; ma non meno avvincenti sono quelle di Alexandra Wolf-Stomersee - la “gattoparda” celebrata da Luca Scarlini - e dell'alpinista Ettore Zapparoli ricordato da Alessandro Giorgetta e Davide Longo, gli incontri nel mondo editoriale di André Schiffrin, le lezioni del maestro Manzi ricordate dalla moglie Laura e da Federico Taddia, il ritratto di Gandhi che - tra gli eventi per ragazzi - proporrà Brunilde Neroni. Senza trascurare la storia di Manto, la mitica fondatrice di Mantova a cui si ispira lo spettacolo/installazione dell'artista Giorgio Gabrielli, o quella raccontata dal ceramista Edmund De Waal, che ha per protagonista non una persona, ma una collezione di netsuke che ha attraversato indenne le turbolente vicende del Novecento europeo.

Una messa laica e in musica ricorderà nella Basilica Palatina di Santa Barbara la figura di don Tonino Bello. Revival della stagione d'oro del Greenwich Village è il concerto che vedrà protagonista Carolyn Hester, una delle interpreti storiche del folk americano. Analogamente Memorie di Adriano si presenta come singolare omaggio di Peppe Servillo a Celentano e al Clan. Il programma musicale di Festivaletteratura conoscerà inoltre un momento di particolare emozione nell'esibizione del Coro della SAT al Teatro Sociale.

Musica e letteratura

Molto più ampia però è la proposta di eventi in cui la musica si confronta con la letteratura. Non si tratta di reading musicali o altre forme di accompagnamento musicale alla pagina scritta, quanto  piuttosto  di incontri in cui si guarda alla musica come lingua, o alla letteratura come immaginario sonoro. Le due lezioni di Giovanni Bietti su analogie e divergenze tra le strutture del linguaggio musicale e di quello letterario, il parallelismo tra la costruzione delle Suites di Bach e il camminare spiegato da Mario Brunello e Davide Longo, gli incontri di Buonanotte ai Suonautori - quest'anno sulla sponda del Lago di Mezzo - che provano a ricostruire l'universo musicale di un autore ospite, sono alcuni esempi di questa particolare ricerca condotta a Festivaletteratura.

E proprio in questo solco la musica approderà quest'anno alle lavagne di piazza Mantegna. Dopo il successo dello scorso anno, non solo teoremi e problemi scientifici, ma anche frasi musicali, dissonanze, armonie spiegate sulla lavagna col pentagramma da Carlo Boccadoro, Giovanni Bietti e Stefano Zenni.

Lezioni e riflessioni

Al centro degli incontri scientifici previsti quest'anno saranno la gravità quantistica (Carlo Rovelli e Francesca Vidotto), il teletrasporto (Piero De Martini), la geometria (Piergiorgio Odifreddi), mentre Francesco Sylos Labini e Giulio Peruzzi si confronteranno sul tema del reale peso della ricerca scientifica in Italia nelle definizione delle scelte strategiche per il paese. Un curioso abbinamento tra le Lezioni americane di Calvino e la matematica sarà al centro dell'incontro che vedrà protagonista Gabriele Lolli, e sempre sui numeri e calcoli verteranno i laboratori per piccoli e piccolissimi scienziati di Anna Cerasoli.

Sul fronte degli incontri legati alla riflessione filosofica sull'attualità, uno dei fili conduttori è senz'altro quello della debolezza della democrazia. Per molti aspetti speculari alla partecipazione orizzontale che sembra caratterizzare i movimenti in atto nei paesi arabi sono i temi di cui parleranno Roberta De Monticelli e Luigina Mortari (l'imbarbarimento delle regole collettive nelle nostre comunità), Ota De Leonardis e Carlo Donolo (le traversie delle democrazie occidentali) e Luigi Zoja (la paranoia come "male" che attacca alcuni movimenti popolari). Sulle possibili "vie di uscita" per un rinnovamento dell'etica e della vita pubblica verteranno invece gli incontri tra Pietro Barcellona e Franca D'Agostini (linguaggio pubblico e sapere affettivo), tra Antonietta Potente e Andrea Vitullo (la via della mistica come nuova politica), tra Gherardo Colombo e Luisa Boella (conversazione sul perdono).

A un passo dalla cronaca giudiziaria si collocano gli incontri con Nicola Gratteri sulla 'ndrangheta e con Giuliano Turone su alcune delle più celebri inchieste italiane, dalla P2 al caso Sindona, mentre delle nuove forme della violenza sulle donne parleranno Caterina Cavina e Lorella Zanardo. Si svincolano invece dalla cronaca affrontando temi apparentemente più leggeri ma non meno sensibili, gli appuntamenti de le parole del giornalismo: tra questi, Beppe Severgnini e Maria Venturi racconteranno gioie e imbarazzi nella gestione delle intramontabili rubriche di posta dei lettori.

Arte e graphic novel

A livello di ragionamenti sull'arte, Gillo Dorfles regalerà al Festival una sua seconda partecipazione, Hans Belting e Massimo Carboni tenteranno di tracciare una storia dello sguardo, Ugo Morelli e Vittorio Gallese un dialogo tra psicologia e neuroscienze sull'esperienza estetica. Per quanto riguarda l'architettura vanno ricordati gli incontri di Luca Molinari con Cino Zucchi e Raul Pantaleo.

L'immagine che si fa letteratura è come sempre piena cittadinanza a Mantova. Dal 1997 ad oggi il Festival ha ospitato alla pari artisti, illustratori e scrittori, mostrando tra incontri e laboratori, la potenza narrativa, la ricchezza affabulatoria delle immagini. Non è un evento straordinario ma il segno di una continuità la presenza quest'anno di autori di graphic novel come lo spagnolo Paco Roca, l'inglese Posy Simmonds (quest’ultima nota anche per la trasposizione cinematografica dei suoi fumetti da parte di Stephen Frears) o come i nostri Manuele Fior - recente vincitore al festival di Angoulême - e Vanna Vinci.

Per i più piccoli

Non meno ricco sarà poi  il programma di workshop dedicati all'immagine per adulti e bambini: insieme agli artisti già citati, saranno a Mantova Alessandro Sanna - eloquente il titolo del suo laboratorio "disegna come scrivi" -, Brunella Baldi, che realizzerà libri d'artista attraverso la tecnica della monotipia, e Fausto Gilberti, impegnato a friggere rock-star.

Oltre ai laboratori, ai suoi più piccoli frequentatori il Festival riserva numerose occasioni per incontrare alcuni degli autori più amati: Silvia Roncaglia, Pierdomenico Baccalario, Guido Sgardoli, Janna Carioli, Luisa Mattia, Andrea Valente, Chiara Carminati, Bruno Tognolini. A Roberto Piumini è dedicata una retrospettiva-ragazzi: tre incontri per sottolineare alcune caratteristiche originali del suo lavoro in rapporto alla poesia e filastrocca, soprattutto per i più piccoli, la musica (attraverso un concerto per grandi e piccoli insieme alla scoperta del jazz) ed un incontro dedicato alla sua straordinaria capacità di creare storie e personaggi. Al pubblico degli adolescenti in particolare è indirizzato l'incontro di Federico Taddia con il navigatore solitario Alex Bellini.

Pagine della Cultura e blurandevù

Tra gli appuntamenti ricorrenti nel corso dei cinque giorni, oltre a blurandevù - il ciclo di interviste agli autori in seconda serata curate dai giovani volontari di Festivaletteratura -, va segnalato il ritorno dell'apertura del mattino con le Pagine della Cultura - con la presenza di quattro autori stranieri a commentare gli articoli di argomento culturale usciti sui principali giornali e siti web internazionali - che si arricchirà quest'anno di un workshop rivolto a un pubblico di giovani su "come si crea una pagina della cultura" e di una postazione fissa all'angolo della tenda di piazza Alberti dove sarà possibile consultare ogni giorno le principali testate internazionali. A questi si aggiungono gli appuntamenti delle ore 13 a Casa Slow, una serie di degustazioni ragionate con la presenza di esperti e scrittori.

Le ultime segnalazioni all'interno di un programma ricchissimo sono per il monologo di Moni Ovadia Il registro dei peccati e per Giocate con Giocasta dieci anni dopo, che Stefano Bartezzaghi e Carlo Boccadoro ripropongono rinnovato nei giochi e nelle musiche.

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venerdì 19 agosto 2011

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martedì 16 agosto 2011

CAPIRE LE RIVOLTE ARABE , Alle origini del fenomeno rivoluzionario




CAPIRE LE RIVOLTE ARABE
Alle origini del fenomeno rivoluzionario




CAPIRE LE RIVOLTE ARABE
Alle origini del fenomeno rivoluzionario
Pietro Longo, Daniele Scalea
Cartografie di Lorenzo Giovannini
IsAG, avataréditions, Dublin 2011
€ 18,00, 168 pp., varie immagini e carte


Quarta di copertina:
 
Il 2011 sarà forse ricordato dai posteri come l'anno delle “rivolte arabe”: Tunisia, Egitto, Yemen, Bahrain, Libia e l'elenco è probabilmente destinato ad allungarsi. Il fuoco della ribellione infiamma il Mediterraneo e il Vicino Oriente. A pochi passi da casa nostra si sta facendo la storia.
Ma sappiamo davvero perché queste rivolte stiano scoppiando? Conosciamo veramente i nostri vicini arabi, le loro aspirazioni e gl'ideali che li animano? Ci rendiamo conto di quale potrebbe essere il volto del mondo quando l'ondata della rivolta avrà finito d'abbattersi sulla regione?
In questo libro si cerca di fare chiarezza, in una veste agile e sintetica, ma discostandosi dalle semplificazioni giornalistiche e dai proclami romantici per concentrarsi invece sulle dinamiche politiche, economiche e strategiche in atto.

Sommario:


PARTE I: IL MEDITERRANEO, IL VICINO ORIENTE, E IL MONDO
Capitolo 1: Riscoprire il Mediterraneo
Capitolo 2: Un teatro strategico di primo piano
Capitolo 3: L'ombra dell'egemone
Capitolo 4: Il quadro socio-economico

PARTE II: IDEOLOGIE E MOVIMENTI NEL MONDO ARABO
Capitolo 5: Le origini del nazionalismo arabo
Capitolo 6: Nazioni e nazionalismo nel Maghreb
Capitolo 7: Nazioni e nazionalismo nel Mashreq
Capitolo 8: Nazioni e nazionalismo nel Golfo
Capitolo 9: L'Islam tra fede e politica
Capitolo 10: La Fratellanza Musulmana in Egitto

PARTE III: CONCLUSIONI: LE CAUSE DELLE RIVOLTE ARABE E GLI SCENARI FUTURI
Capitolo 11: Alle origini delle rivolte
Capitolo 12: Gli scenari futuri
 http://rivoltearabe.blogspot.com/p/il-libro.html


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lunedì 8 agosto 2011

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venerdì 5 agosto 2011

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