sabato 19 dicembre 2015

Il tuo 2016 tutto da Scoprire


Se sei curioso o non ci credi va bene lo stesso
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COME SARA' LA TUA VITA SESSUALE NEL 2016






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mercoledì 9 dicembre 2015

Libro Sesso e Kamasutra nel 2016




Come sarà la tua vita sessuale #kamasutra
 dal 1 gennaio al 31 dicembre 2016 per tutti i segni zodiacali



Previsioni per il 2016 
SESSO
Se durante il 2015 avete battuto la fiacca fra le lenzuola, non vi resta che sperare in un 2016 decisamente più sexy! Quali sono i segni zodiacali che l'anno prossimo 
conquisteranno la palma della sensualità? 
 Ecco, segno per segno, il vostro futuro nella sessualità:



 sensualità al top
Non c'è dubbio che questo sarà un anno buono per l'Ariete e per la sua sessualità. Chi è single potrà sperare in nuovi incontri che porteranno una ventata di freschezza e passione in camera da 
letto. E chi è in coppia? Udite, udite: questo è l'anno in cui anche la coppia più arrugginita potrà cogliere l'occasione per risvegliare la passione sopita..continua a leggere




 l'era del coinvolgimento
Il toro è uno dei segni più passionali dello zodiaco, inutile dirlo, ma quest'anno farà davvero scintille! Alla sua voglia di dominazione in camera da letto si aggiungerà un maggiore coinvolgimento dal 
punto di vista sentimentale che scatenerà e appagherà tutti i sensi...continua a leggere




la fantasia al potere
Un ottimo anno in camera da letto anche per i Gemelli. In passato avete usato troppo la mente quando arrivavate al sesso, adesso è venuto il momento di lasciare spazio alla fantasia e 
all'improvvisazione e scoprire nuove sensazioni che 
non pensavate di poter provare...continua a leggere




 ritrovando l'intesa
Il Cancro è sognatore e sentimentale e talvolta dimentica che l'amore non è fatto solo di belle parole, ma anche di fatti. Il 2016 è il momento giusto per ricostruire un'intesa sessuale con il partner, 
perché anche voi sentirete più potenti il richiamo 
della sessualità...continua a leggere



 nuove esperienze in arrivo
Cosa succedere nella stanza da letto del Leone? E' di scena la trasgressione! Il rapporto con il partner si farà particolarmente passionale e sarete pronte ad aprire le porte della vostra fantasia 
anche a pratiche verso le quali finora vi eravate dimostrate 
un po' scettiche...continua a leggere




 senza freni
Beate le donne della Vergine, perché quest'anno si divertiranno davvero tanto in barba alle inibizioni che in passato le hanno frenate. Questo è l'anno per scatenarsi, lasciarsi andare e provare 
quelle posizioni che neanche nei vostri sogni più torbidi...continua a leggere




 è ora di inventarsi qualcosa di nuovo!
Attenzione amiche della Bilancia, questo 2016 si annuncia piatto in camera da letto, datevi da fare per scuotere un po' la situazione o rischerete di trovarvi davvero poco soddisfatte! Se non trovate 
un partner adatto alla situazione potete sempre provare a 
movimentare da sole la faccenda...continua a leggere




 un po' di sana quotidianità
Le single dello Scorpione potranno effettivamente sperare in un anno frizzante, fatto di tanti nuovi incontri, mentre per quanto riguarda chi è in coppia...attente alla routine! Passare da rapporti 
frequenti e soddisfacenti a timbrare il cartellino del sesso è facile: fate che non accada, perché quest'anno la possibilità c'è...continua a leggere




 posizione d'equilibrio
Sarete felici a letto amiche del Sagittario? Si, se riuscirete a dare la stessa importanza al vostro partner invece di comportarvi da vere dominatrici. Le posizioni doppie e simmetriche saranno in 
questo senso vostre amiche e irrinunciabili compagne di letto...continua a leggere




 irrinunciabile tocco di follia
Non c'è che dire, un po' come il Toro anche il Capricorno fa faville a letto. Per il voi e il vostro partner il 2016 sarà davvero un anno d'oro, ricco di intesa e piaceri: non tiratevi indietro e scoprirete 
sensazioni davvero incredibili...continua a leggere



la passione vince l'amore
E' facile innamorarsi per l'Acquario, ma è ancor più facile stancarsi del partner. Cosa fare allora? Godersela! A letto potrete dare il meglio di voi senza preoccuparvi più di tabù che fino a poco tempo 
fa tenevano la vostra mente occupata...continua a leggere



 1+1 non fa 2
Ma fa 3! Questo per le donne dei Pesci è l'anno della fertilità: largo allora a tutte quelle posizioni che facilitano la gravidanza. Molto bene di conseguenza anche l'appetito sessuale che crescerà 
man mano che l'anno avanza...continua a leggere


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venerdì 4 dicembre 2015

#NoInquisizione Vaticano: ritira le accuse a Nuzzi e Fittipaldi - PETIZIONE



Vaticano: ritira le accuse a Nuzzi e Fittipaldi #NoInquisizione
Lo Stato del Vaticano ha deciso di mandare sotto processo due giornalisti italiani, Gianluigi Nuzzi ed Emiliano Fittipaldi, a causa dei due libri da loro pubblicati con le rivelazioni dei vergognosi metodi di utilizzo dei fondi della Chiesa cattolica.
Invece di concentrarsi sui reati indubitabilmente commessi da suoi cittadini e presuli vari, la giustizia vaticana non trova di meglio che accanirsi contro chi divulga fatti di interesse planetario, accampando reati inesistenti in qualunque paese democratico.
Le finanze dello Stato del Vaticano, argomento dei libri dei due giornalisti, dipendono in gran parte dalle inique elargizioni che lo Stato Italiano fa allo Stato della Chiesa, non solo con l'8 per mille, ma con mille altre agevolazioni, come per esempio la fornitura di acqua e di corrente elettrica gratuitamente.
I firmatari di questa petizione chiedono a Papa Bergoglio che lo Stato del Vaticano interrompa immediatamente il procedimento penale a carico dei giornalisti Nuzzi e Fittipaldi, cittadini di uno Stato democratico dove il reato a loro ascritto non esiste, come richiesto anche dall'OSCE.
Chiediamo altresì all'Ordine dei Giornalisti italiano di prendere urgentemente posizione contro questo processo-farsa antidemocratico dell'unico Stato assolutista ancora esistente in Europa.


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martedì 1 dicembre 2015

Storia della Fiat in un Libro



Ecco quanto ha ricevuto la famiglia Agnelli in 100 anni dagli italiani!

Come gli Agnelli hanno rapinato l’Italia lungo un intero secolo 

Gioanin lamiera, come scherzosamente gli operai chiamavano l’Avvocato, ha succhiato di brutto; ma 
prima di lui ha succhiato suo padre; e prima di suo padre, suo nonno Giovanni. 
Giovanni Agnelli 
Il Fondatore. 
Hanno succhiato dallo Stato Italia, cioè da tutti noi. 
E’ una storia della Fiat a suo modo 
spettacolare e violenta, tipo rapina del secolo, questa che si può raccontare – alla luce dell’ultimo blitz di Marchionne – tutta e completamente proprio in chiave di scandaloso salasso di denaro pubblico. Un salasso che dura da cent’anni. Partiamo dai giorni che corrono. Per esempio da Termini Imerese, lo stabilimento ormai giunto al drammatico epilogo
 (fabbrica chiusa e operai sul lastrico fuori dai cancelli). 

Costruito su terreni regalati dalla Regione Sicilia, nel 1970 inizia con 350 dipendenti e 700 miliardi di investimento. Dei quali almeno il 40 per cento è denaro pubblico graziosamente trasferito al signor 
Agnelli, a vario titolo. La fabbrica di Termini Imerese arriva a superare i 4000 posti di lavoro, ma ancora per grazia ricevuta: non meno di 7 miliardi di euro sborsati pro Fiat dal solito Stato magnanimo nel giro degli anni. Agnelli costa caro. Calcoli che non peccano per eccesso, parlano di 220 mila miliardi di lire, insomma 100 miliardi di euro (a tutt’oggi), transitati dalle casse pubbliche alla creatura di Agnelli. 
Nel suo libro – “Licenziare i padroni?”, Feltrinelli – Massimo Mucchetti fa alcuni conti aggiornati: «Nell’ultimo decennio il sostegno pubblico alla Fiat è stato ingente. L’aiuto più cospicuo, pari a 6059 miliardi di lire, deriva dal contributo in conto capitale e in conto interessi ricevuti a titolo di incentivo per gli investimenti nel Mezzogiorno in base al contratto di programma stipulato col governo nel 1988». Nero su bianco, tutto “regolare”. Tutto alla luce del sole. «Sono gli aiuti ricevuti per gli stabilimenti di Melfi, in Basilicata, e di Pratola Serra, in Campania». A concorrere alla favolosa cifra di 100 miliardi, entrano in gioco varie voci, sotto forma di decreti, leggi, “piani di sviluppo” così chiamati. Per esempio, appunto a Melfi e in Campania, il gruppo Agnelli ha potuto godere di graziosissima nonché decennale esenzione dell’imposta sul reddito prevista ad hoc per le imprese del Meridione. E una provvidenziale legge n.488 (sempre in chiave “meridionalistica”) in soli quattro anni, 1996-2000, ha convogliato nelle casse Fiat altri 328 miliardi di lire, questa volta sotto la voce “conto capitale”. Un bel regalino, almeno 800 miliardi, è anche quello fatto da tal Prodi nel 1997 con la legge – allestita a misura di casa Agnelli, detentrice all’epoca del 40% del mercato – sulla rottamazione delle auto. Per non parlare dell’Alfa Romeo, fatta recapitare direttamente all’indirizzo dell’Avvocato come pacco-dono, omaggio sempre di tal Prodi. 

Sempre secondo i calcoli di Mucchetti, solo negli anni Novanta lo Stato ha versato al gruppo Fiat 10 mila miliardi di lire. Un costo altisssimo è poi quello che va sotto la voce”ammortizzatori sociali”, un frutto della oculata politica aziendale (il collaudato stile “privatizzazione degli utili e socializzazione delle perdite”): cassa integrazione, pre-pensionamenti, indennità di mobilità sia breve che lunga, incentivi di vario tipo. «Negli ultimi dieci anni le principali società italiane del gruppo Fiat hanno fatto 147,4 milioni di ore di cassa integrazione – scrive sempre Mucchetti nel libro citato – Se assumiamo un orario annuo per dipendente di 1.920 ore, l’uso della cassa integrazione equivale a un anno di lavoro di 76.770 dipendenti. E se calcoliamo in 16 milioni annui la quota dell’integrazione salariale a carico dello Stato nel periodo 1991-2000, l’onere complessivo per le casse pubbliche risulta di 1228 miliardi». Grazie, non è abbastanza. Infatti, «di altri 700 miliardi è il costo del prepensionamento di 6.600 dipendenti avvenuto nel 1994: e atri 300 miliardi se ne sono andati per le indennità di 5.200 lavoratori messi in mobilità nel periodo». Non sono che esempi. Ma il conto tra chi ha dato e chi ha preso si chiude sempre a favore della casa torinese. Ab initio. In un lungo studio pubblicato su “Proteo”, Vladimiro Giacché traccia un illuminante profilo della storia (rapina) Fiat, dagli esordi ad oggi, sotto l’appropriato titolo”Cent’anni di improntitudine.

Ascesa e caduta della Fiat”. Nel 1911, la appena avviata industria di Giovanni Agnelli è già balzata, con la tempestiva costruzione di motori per navi e sopratutto di autocarri, «a lucrare buone commesse da parte dello Stato in occasione della guerra di Libia». Non senza aver introdotto, già l’anno dopo, 1912, «il primo utilizzo della catena di montaggio», sulle orme del redditizio taylorismo. E non senza aver subito imposto un contratto di lavoro fortemente peggiorativo; messo al bando gli “scioperi impulsivi”; e tentato di annullare le competenze delle Commissioni interne. «Soltanto a seguito di uno sciopero durato 93 giorni, la Fiom otterrà il diritto di rappresentanza e il riconoscimento della contrattazione collettiva» (anno 1913). Anche il gran macello umano meglio noto come Prima guerra mondiale è un fantastico affare per l’industria di Giovanni Agnelli, volenterosamente schierata sul fronte dell’interventismo. I profitti (anzi, i “sovraprofitti di guerra”, come si disse all’epoca) furono altissimi: i suoi utili di bilancio aumentarono dell’80 per cento, il suo capitale passò dai 17 milioni del 1914 ai 200 del 1919 e il numero degli operai raddoppiò, arrivando a 40 mila.
«Alla loro disciplina, ci pensavano le autorità militari, con la sospensione degli scioperi, l’invio al fronte in caso di infrazioni disciplinari e l’applicazione della legge marziale». 

E quando viene Mussolini, la Fiat (come gli altri gruppi industriali del resto) fa la sua parte. Nel maggio del ’22 un collaborativo Agnelli batte le mani al “Programma economico del Partito Fascista”; nel ’23 è nominato senatore da Mussolini medesimo; nel ’24 approva il “listone” e non lesina finanziamenti agli squadristi.

Ma non certo gratis. In cambio, anzi, riceve moltissimo. «Le politiche protezionistiche costituirono uno scudo efficace contro l’importazione di auto straniere, in particolare americane». Per dire, il regime doganale, tutto pro Fiat, nel 1926 prevedeva un dazio del 62% sul valore delle automobili straniere; nel ’31 arrivò ad essere del 100%; «e infine si giunse a vietare l’importazione e l’uso in Italia di automobili di fabbricazione estera». Autarchia patriottica tutta ed esclusivamente in nome dei profitti Fiat. Nel frattempo, beninteso, si scioglievano le Commissioni interne, si diminuivano per legge i salari e in Fiat entrava il “sistema Bedaux”, cioè il “controllo cronometrico del lavoro”: ottimo per l’intensificazione dei ritmi e ia congrua riduzione dei cottimi. Mussolini, per la Fiat, fu un vero uomo della Provvidenza. E’ infatti sempre grazie alla aggressione fascista contro l’Etiopia, che la nuova guerra porta commesse e gran soldi nelle sue casse: il fatturato in un solo anno passa da 750 milioni a 1 miliardo e 400 milioni, mentre la manodopera sale a 50 mila. «Una parte dei profitti derivanti dalla guerra d’Etiopia – scrive Giacché – fu impiegata (anche per eludere il fisco) per comprare i terreni dove sarebbe stato costruito il nuovo stabilimento di Mirafiori». Quello che il Duce poi definirà «la fabbrica perfetta del regime fascista». Cospicuo aumento di fatturato e di utili anche in occasione della Seconda guerra mondiale. 

Nel proclamarsi del tutto a disposizione, sarà Vittorio Valletta, nella sua veste di amministratore 
delegato, a dare subito «le migliori assicurazioni. Ponendo una sola condizione: che le autorità 
garantissero la disciplina nelle fabbriche attraverso la militarizzazione dei dipendenti». 
Fiat brava gente. 

L’Italia esce distrutta dalla guerra, tra fame e macerie, ma la casa torinese è già al suo “posto”. Nel ’47 risulta essere praticamente l’unica destinataria dell’appena nato “Fondo per l’industria meccanica”; e l’anno dopo, il fatidico ’48, si mette in tasca ben il 26,4% dei fondi elargiti al settore meccanico e siderurgico dal famoso Piano Marshall. E poi venne la guerra fredda, e per esempio quel grosso business delle commesse Usa per la fabbricazione dei caccia da impiegare nel conflitto con la Corea. E poi vennero tutte quelle autostrade costruite per i suoi begli occhi dalla fidata Iri. E poi venne il nuovo dazio protezionistico, un ineguagliabile 45% del valore sulle vetture straniere… 
E poi eccetera eccetera. 

Mani in alto, Marchionne! Questa è una rapina.

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2016 Previsioni Amore



Scopri Quanto Sei Geloso/a In Base Al Tuo Segno Astrologico?
Anche se la gelosia è un sentimento umano, può essere più o meno presente in base al segno zodiacale. Scopri quanto sei geloso in base al tuo segno astrologico.
Cliccando sulle immagini di ogni segno verrai diretto alla pagina delle caratteristiche del segno di appartenenza , buona lettura e buon divertimento, grazie.




l’ariete è molto geloso. Forse non è così tanto geloso da stressare il partner ogni volta, ma è molto impulsivo. Questa impulsività può essere dettata dalla gelosia.





Più che geloso, il toro è possessivo. Questa cosa è evidente sia nella vita amorosa che negli altri settori della vita. Infatti, quando fanno parte di una relazione amorosa, 
mettono tutte le loro speranze in essa.




i gemelli sono indipendenti, celebrali e preferiscono stare lontani dai conflitti. Se loro non sono gelosi, vogliono che i loro partner siano come loro. Però non significa che loro siano indifferenti.




la gelosia del cancro è causata da una mancanza di credenza in sé stessi. Il Cancro non è geloso solo che ha bisogno di sentirsi al sicuro, ha bisogno di attenzioni ed amore per sentirsi bene.




il leone non è geloso, è possessivo. Passionale, al leone piace dominare, ha bisogno di sentirsi fiero nelle braccia della persona amata. Nel caso del leone la gelosia è un gioco simpatico.





la vergine si mostra gelosa solo quando tutto è evidente. La vergine analizza tutte le possibilità e pensa due volte prima di fare qualcosa.




la bilancia è più tollerante che gelosa. La tolleranza è la principale qualità della bilancia, detto ciò non possiamo affermare che la bilancia sia una persona gelosa.




anche se ha la tendenza di essere geloso, non dobbiamo dimenticare che lo scorpione è esclusivo. Ha bisogno di sentirsi al sicuro ma anche di dominare. Quando perde il controllo della situazione può diventare eccessivo.




il sagittario è geloso solo in alcuni momenti. Ama la propria libertà ma crede anche nella persona che ama. La gelosia si manifesta quando non si sente più bene in quella relazione, non ha carattere.



la gelosia è di solito una causa del poco credere i sé stessi ( o anche negli altri). Il capricorno è molto capace nel tenere per sé i propri sentimenti e raramente li mostra.



possiamo considerare una persona libera come un uccello nel cielo gelosa? Saremmo tentati a dire di no ma l’acquario ha la tendenza di perdere la fiducia nell’amore.


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