sabato 30 giugno 2012

Erri De Luca: I pesci non chiudono gli occhi



 
 
"Ti piace l'amore?
Non lo so.
Ora ce l'hai?
Sì, mi sono accorto di avercelo. E' cominciato dalla mano, la prima volta che me l'hai tenuta. Mantenere è il mio verbo preferito.
Sei innamorato di me?
Ho cominciato dalla mano che si è innamorata della tua quando me l'hai tenuta. Poi si sono innamorate le ferite che si sono messe a guarire alla svelta.
Allora, ti piace l'amore?
E' pericoloso. Ci scappano le ferite. Non è una serenata al balcone, somiglia a una mareggiata di libeccio, strapazza il mare sopra, lo rimescola sotto.
Non lo so se mi piace"......


Erri De Luca [I pesci non chiudono gli occhi]




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sabato 23 giugno 2012

Dal Proporzionale al Porcellum




Dal Proporzionale al Porcellum
 
Come e perché
del Maggioritario in Italia


II edizione - dicembre 2011
 di Franco Ragusa

È consentita la libera diffusione della versione ebook dell’opera per fini non commerciali.
E’ autorizzata la riproduzione su carta per le sole esigenze personali.

La versione su carta può essere acquistata sul sito ilmiolibro.it

 o presso il sito e le librerie laFeltrinelli: cod. ISBN 9788891003683


 Dai referendum che cambiarono l'Italia al Porcellum.
La stagione maggioritaria che ha finito per realizzare un sistema di potere che non consente agli elettori di scegliere.



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giovedì 21 giugno 2012

FEDERICO ALDROVANDI



APPELLO DI PATRIZIA MORETTI MAMMA DI FEDERICO ALDROVANDI
Mi rivolgo a tutte le persone che ci sono vicine per la sentenza definitiva. Ho un problema di salute che mi impedisce di essere a roma il 21. Devo sottopormi ad un intervento chirurgico rapido ma urgente. In questo momento sto aspettando che si liberi una sala operatoria. Tutta la famiglia di Federico sarà a Roma per la giustizia definitiva. Tutta la famiglia reale e quella acquisita in questi anni. Amnesty inclusa. Io non posso. Vi chiedo aiuto. Vi chiedo di tenere per mano Federico... Grazie. Un bacio (Patrizia Moretti)

Siamo tanto vicini a Federico e alla sua famiglia...Giustizia x Federico!




Il caso Aldrovandi è la vicenda giudiziaria e di cronaca che ruota intorno all'assassinio dello studente ferrarese diciottenne Federico Aldrovandi. Il 6 luglio 2009 quattro poliziotti vengono condannati in primo grado a 3 anni e 6 mesi di reclusione, per "eccesso colposo in omicidio colposo". Il 21 giugno 2012, dopo l'iter giudiziario, la Corte di Cassazione ha confermato la condanna.



 

"E’ stato ucciso un ragazzo

Ora lo si può scrivere, dire ad alta voce senza incorrere in alzate di spalle, senza sbattere contro il muro di gomma dell’indifferenza, senza subire minacce: è stato ucciso un ragazzo, si chiamava Federico Aldrovandi, aveva da poco compiuto 18 anni quando all’alba del 25 settembre 2005 incontrò sulla via di casa 4 agenti di polizia. Dopo un scontro durata mezz’ora lo hanno ucciso. La IV sezione della Corte di Cassazione ha confermato definitivamente le sentenze di primo e secondo grado: Enzo Pontani, Luca Pollastri, Paolo Forlani, Monica Segatto sono colpevoli e condannati a tre e anni e sei mesi per eccesso in omicidio colposo. Una pena che avrebbe potuto essere più grave se solo fossero state fatte adeguate e normali indagini subito dopo la morte del ragazzo, se solo l’Italia avesse recepito nel proprio codice penale il reato di tortura, come da anni sollecita la Corte Europea dei diritti dell’uomo. “E una condanna storica, ha commentato Fabio Anselmo, avvocato della famiglia Aldrovandi, che dice basta ai falsi alibi, ai depistaggi. Nessun uomo che indossa una divisa può sentirsi al di sopra della legge, protetto da una alone impenetrabile di impunità”.

“Dopo sette anni respiro aria di giustizia, ha commentato subito dopo la sentenza il papà di Federico Lino Aldrovandi, ma ora giustizia e dignità per tutti gli altri, si chiamino Stefano Cucchi, Giuseppe Uva, Michele Ferrulli. Ora chiedo anche al prefetto Manganelli che mantenga gli impegni presi davanti a me e a mia moglie. Il carcere non mi interessa, questi quattro agenti infangano l’onore della divisa che indossano, devono abbandonare la polizia. Tre sentenze dicono che quanto meno non sono adatti a svolgere questa professione”.

Molta gente ha accolto in silenzio la lettura della sentenza avvenuta alle 19.30. Parenti, amici, rappresentanti di comitati, altre donne che con Patrizia Moretti sono impegnate nel chiedere verità e giustizia per i loro cari.

“Senza il coraggio della famiglia Aldrovandi oggi non si parlerebbe di mio fratello, ha commentato,Ilaria Cucchi, sono stati i loro ad indicarci una strada, fatta di civiltà e di fiducia nella giustizia”.

“Una sentenza che toglie la licenza di uccidere, vorrei per sempre, dice Lucia Uva. Finalmente ad essere processati e condannati non sono veri o presunti drogati e ubriachi, ma persone che in nome dello stato avrebbero dovuto tutelarli”.

“Una sentenza che mi dà il coraggio e la speranza di continuare, commenta infine Domenica Ferrulli. Mio padre è morto nelle stesse circostanze di Federico. Le indagini sono state immediate e serie e presto ci sarà un processo.”

Alla lettura della sentenza non erano presenti né gli imputati, né i loro difensori.

21 giugno 2012

http://www.articolo21.org/2012/06/e-stato-ucciso-un-ragazzo/
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Trailer del film-documentario "È stato morto un ragazzo. Federico Aldrovandi che una notte incontrò la polizia".
Il video è allegato all'omonimo libro che ripercorre le vicende umane e giudiziarie legate alla morte di Federico Aldrovandi, avvenuta a Ferrara alle sei di mattina del 25 settembre 2005 durante un controllo di polizia. Da quella vicenda scaturì un'inchiesta giudiziaria, inizialmente destinata all'archiviazione, e un processo, che in primo grado il 6 luglio del 2009 si è concluso con la condanna a 3 anni e sei mesi di quattro agenti.
La storia viene ricostruita attraverso testimonianze ufficiali e il racconto si sviluppa sotto la diretta consulenza degli avvocati di parte civile e dei familiari del ragazzo, che approvano e collaborano al progetto: la prima parte è dedicata ai fatti e ai misteri, la seconda al processo e a suoi numerosi colpi di scena, mentre il finale, partendo dagli interrogativi rimasti insoluti, tenterà una spiegazione verosimile degli avvenimenti.
Il titolo scelto, È stato morto un ragazzo, fa riferimento alla vicenda di Gabriele Sandri, tifoso della Lazio ucciso in un autogrill da un proiettile vagante, partito dalla pistola di un poliziotto. La frase, tanto sgrammaticata quanto efficace, fu pronunciata da un collega del poliziotto, e rappresenta bene anche le ambiguità della tragedia di Federico, in bilico tra omicidio e casualità.
Il film partecipa alla settima edizione delle 'Giornate degli autori - Venice Days', nell'ambito della 67esima Mostra del cinema di Venezia.

RAI TRADE E PROMO MUSIC PRESENTANO
"E' STATO MORTO UN RAGAZZO"
un film di Filippo Vendemmiati
immagini Marino Cancellari
montaggio Simone Marchi e Filippo Vendemmiati
musiche Valentino Corvino
consulenza e revisione testi Massimo Briarava Cossati e Donata Zanotti

Italia: reato di tortura FIRMA APPELLO

 http://cipiri.blogspot.it/2012/06/italia-reato-di-tortura-firma-appello.html

 

FIRMA L’APPELLO per introdurre in Italia il reato di tortura

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lunedì 11 giugno 2012

Ossessioni collettive. Critica dei social media



 Ossessioni collettive. Critica dei social media


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    • sabato 16 giugno 2012
    • 17.30 fino a 19.30

  • In collaborazione con Iperbole 2020 e Urban Center:

    Geert Lovink presenta il suo ultimo libro:
    “Ossessioni collettive. Critica dei social media”
    Sabato 16 giugno, Ore 17.30
    Urban Center, Piazza Nettuno, 3, Bologna


    Analizzando criticamente motori di ricerca, video online, blog, radio digitale, mediattivismo e Wikileaks, Geert Lovink esamina l’ossessione collettiva per l’identità e l’autoreferenzialità coniugati con la frammentazione e il sovraccarico di informazione dell’odierna cultura online.

    Pungente e acuto, senza essere pessimista, il suo percorso innovativo offre una critica delle strutture politiche e del potere incorporati nelle tecnologie che modellano la nostra vita quotidiana – a partire dal social network più seguito, Facebook.

    Una riflessione più che necessaria e un forte messaggio a tutti gli utenti della Rete: liberiamo le nostre capacità critiche e cerchiamo di influenzare tecnologia e spazi di lavoro, o saremo destinati a scomparire nel magma di Internet.

    Geert Lovink è fondatore e direttore dell’Institute of Network Cultures dell’Università di Amsterdam e uno dei massimi studiosi di nuovi media e Internet. Tra i suoi libri precedenti, “My First Recession” e “Zero Comments”.



    Sabato 16 giugno 2012, Ore 17.30
    Urban Center, Salaborsa, Piazza Nettuno, 3, Bologna
    Ingresso libero. Partecipano Nicola Bruno e Bernardo Parrella
    Info e contatti: http://iperbole2020.tumblr.com/
Salaborsa - Piazza Nettuno 3, 40124 Bologna, Italy



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