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lunedì 21 ottobre 2019

I FIGLI DEL DEBITO

Non è colpa dell’Europa, ma del debito pubblico.   Ecco come ci siamo giocati la nostra sovranità  Come è possibile che una generazione abbia ipotecato il futuro di un Paese   (compreso quello dei loro figli)?   Come è potuto succedere che, per pagare gli interessi,   l’Italia sia finita in trappola?


Non è colpa dell’Europa, ma del debito pubblico. 
Ecco come ci siamo giocati la nostra sovranità
Come è possibile che una generazione abbia ipotecato il futuro di un Paese
 (compreso quello dei loro figli)? 
Come è potuto succedere che, per pagare gli interessi,
 l’Italia sia finita in trappola? È la vera emergenza, ma nessuno fa niente

Noi siamo i figli del debito, siamo la Debt Generation, noi siamo quelli che hanno dovuto cominciare a restituire i soldi, siamo quelli a cui hanno lasciato in eredità la bancarotta.

Quando sono nato, nel 1982, avevo sulle spalle un debito di circa 3000 euro, ma quando sono arrivato a votare, cioè da quando io e i miei coetanei possiamo ritenerci corresponsabili della vita pubblica del paese, il debito pro capite era già di quasi 23 mila euro e il palazzo già in fiamme. Io e i miei compagni di scuola siamo arrivati a votare e a lavorare quando era già cominciata la corsa a spegnere l’incendio. Il falò del debito pubblico ha divorato ogni sforzo, ridotto in cenere ogni sacrifici
Qui si parla di questo: come è successo che per amore ed egoismo, la generazione che ci ha preceduto? Come è successo che quando a vent’anni ci siamo affacciati alla vita pubblica fosse già finita la festa, già tutto deciso, chiuso ogni margine di manovra e spazzolato fino all’ultimo euro presente e futuro? E che cosa comporta tutto ciò, per le nostre carriere, per la nostra stabilità lavorativa, per la possibilità di realizzare una famiglia e per la sorte di molte industrie italiane?

A guardare la curva del debito è impressionante il modo in cui ci siamo giocati il paese nell’arco di una quindicina d’anni. È impressionante come ci è stato soffiato sotto al naso. Come ci è stata soffiata la futura possibilità di compiere vere scelte politiche, le assunzioni a tempo indeterminato, gli avanzamenti di carriera, tutti i futuri aumenti di stipendio. Ci è stata soffiata la sovranità. E no: non dall’Europa come molti movimenti politici in questi anni hanno detto. No, ci è stata soffiata da chi ci stava più vicino, dalle persone che ci sono più care, da quelle a cui ci affideremmo nel momento del bisogno. Ci è stata soffiata dai nostri genitori.

Sento parlare di debito pubblico da quando ho memoria. Ho fatto anche io la mia parte persino nella famosa notte della lira: il 9 luglio del 1992, quando Amato entrò nei conti correnti degli italiani per prelevarne il 6 per mille. I miei mi avevano aperto un libretto al portatore per insegnarmi a risparmiare: un libretto nella stessa banca di mio papà dove versare i regalini ricevuti a Natale da nonni, nonne, zie e parenti vari. Il 9 luglio del 1992 avevo dieci anni e circa duecentomila lire sul conto. Pagai il mio: 1200 lire, il prezzo di un giornalino.

Quel giornalino è andato bruciato insieme a tanti altri risparmi degli italiani al falò del debito pubblico. Da quella notte a oggi abbiamo speso quasi 2300 miliardi di euro in interessi sul debito. 2300 miliardi per un debito che oggi è esattamente ancora di 2300 miliardi. Sono numeri che danno il senso di essere finiti in trappola. Ma anche dello sforzo che in questi anni è stato fatto. Quanti sono 2300 miliardi di interessi sul debito? Quanti soldi ci siamo tolti per darli ai nostri creditori? Se ci venissero restituiti tutti in un colpo, a ciascuno di noi spetterebbero 16 mensilità del proprio stipendio. Che Natale sarebbe, se ci dicessero: «Signori, questo dicembre non vi diamo una mensilità in più, ve ne diamo sedici!».

Non è bastato. Siamo finiti in trappola. E il debito pubblico è diventato il nostro vero sovrano. In questi ultimi 27 anni, non abbiamo fatto altro che lavorare per nutrire la bestia. Mentre Germania, Olanda, Francia hanno continuare a spendere in tecnologie, scuole, formazione, aiuti alle famiglie, incentivi alle imprese, noi abbiamo dovuto competere con loro senza risorse. Lo abbiamo fatto con le mani legate, schiavi di un tiranno che ha divorato ogni nuova ricchezza. Mentre gli altri paesi crescono, da noi cresce solo la bestia.

Questo sforzo non è bastato a mettere sotto controllo i conti, non ha impedito al debito di salire al 134% del Pil. Ma ciò non significa che non ci sia stato e che non abbia lasciato
 il segno su chi lo ha prodotto.

Anche chi non sa nulla di debito pubblico, di deficit e di surplus primario percepisce comunque quando lo Stato preleva più di quanto dà. Non bisogna essere laureati in economia per sentire quando i proprio sforzi non sono ripagati e non servono tabelle per maturare quel senso di malessere, malcontento e frustrazione che caratterizza la mia generazione.

Da 27 anni ripaghiamo un debito che non abbiamo fatto noi. Vorrei gridarlo: non l’abbiamo fatto noi! Nè io né i miei compagni di classe. E se anche il debito è una colpa, come pensano nel profondo del loro cervello i tedeschi, be’, comunque non è nostra. Non è nostra, la colpa dei padri Non è di chi ne sta pagando il prezzo maggiore: dei giovani. Non è di chi è dovuto andare all’estero per cercare uno stipendio decente. Non è di chi lavora con contratti rinnovabili di sei mesi in sei mesi. Non è di chi oggi versa pensioni che domani non avrà mai. Non è di chi oggi non ha nulla da portare in banca per farsi aprire un mutuo.

In Europa non esiste nessun altro grande paese che abbia chiesto alla sua ultima generazione uno sforzo finanziario pari a quello che è stato chiesto agli italiani: come si può chiedere ai più giovani di pagare il debito che è stato lasciato in eredità e contemporaneamente impedire loro di accedere alle risorse economiche per farlo? 

da I figli del debito. Come i nostri padri ci hanno rubato il futuro, di Francesco Vecchi (2019)




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giovedì 21 gennaio 2016

IMAGO sul tuo Tablet e PC




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mercoledì 6 novembre 2013

IMAGO : Cofanetto Regalo


IMAGO
Ecco il nome delle carte che ho disegnato
ispirandomi all' antico gioco dei
TAROCCHI

Non devi essere un Mago o un Strega
per leggere il Futuro

Non ti spaventare e' solo un gioco 
basato sulle immagini .

Dopo uno studio che ho realizzato in 5 anni 
ho scoperto
 che molti Imperatori , Re e Regine ,
prima di ogni battaglia ,
alla vigiglia di un matrimonio ,
insomma quando dovevano Affrontare una 
Grande decisione sulle sorti del loro Regno ,
si affidavano al loro Mago di corte ,
oppure
 all' Astrologo che interpretava
 il movimento dei pianeti ,
spesso suggerendo soluzioni sbagliate
o negative per il popolo sottomesso .

Ogni giorno si sentono Storie di Finti Guru ,
Gruppi di Satanisti che con Riti Magici ,
Promettono la Realizzazione di chissa' cosa ,
per poi Scoprire che ti Rubano 
Tempo e Denaro
o chiedono Sesso .

Le IMAGO sono Immagini
Iconograficamente Attuali e Semplici ,
le puoi giocare con amici che ti aiuteranno
nell'interpretazione ,
puoi giocarle con i tuoi figli , con la tua compagna ,
ricorda che e' sempre un gioco ,
la decisione finale devi prenderla solo tu
le carte ti possono aiutare 
solo per Avere un'altro punto di vista , 
SDRAMMATIZZARE , IRONIZZARE ,
puo' Essere Utile a Cercare altre Soluzioni 
ALTERNATIVE
e consultarle con amici o persone a te vicine
ti puo' aiutare a condividere i tuoi dubbi e perplessita'
Rendendo piu' stabili e Rafforzano i tuoi rapporti sociali .
Senza doverti Affidare a personaggi
Strani e Ciarlatani , Truffatori .
Gioca con le IMAGO



Ho realizzato un Cofanetto di legno
che contiene il mazzo di Carte 
ed un Libricino di Suggerimenti
che Usando la Legge 
della Casualita' aiuta nella
 Previsione del Futuro
OTTIMO COME REGALO
Perfetto per collezionisti

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Manifesto 50 x 70 centimetri
 Se ti piace chiedimelo nello spazio commenti
Ottimo come regalo
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 MAGO
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leggi anche 


NON AFFIDARTI A DEI CIARLATANI GIOCA  LE TUE CARTE 

http://maucas.altervista.org/imago_carte.html

GUARDALE QUI SOTTO CLICCA
LA FOTO



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domenica 30 giugno 2013

Lettura Carte Gratis e Previsioni Estate


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 Ecco la Pagina dei PIANETI 

del Nostro Sistema Solare 
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venerdì 3 febbraio 2012

IMAGOMUNDI: DECIDERE IL TUO FUTURO










IMAGOMUNDI: DECIDERE IL TUO FUTURO: LE IMAGO SONO CARTE CHE TI AIUTERANNO A DECIDERE IL TUO FUTURO IN BASE ALLA LEGGE DELLA CASUALITA' - . .

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PROFUMA PAGINA
Copia e incolla il codice:

 


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mercoledì 25 maggio 2011

ECOLOGIA: Il Governo in queste ore sta provando a bloccare i...






ECOLOGIA: Il Governo in queste ore sta provando a bloccare i...: "Il Governo in queste ore sta provando a bloccare il Referendum . Ciao , dal rifugio anti-..."

Firma ora. Dobbiamo mobilitarci tutti per un futuro senza nucleare.


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